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fattoria valle dei templi

Nella Valle dei Templi rinasce la terra dei baroni: agricoltura, archeologia e cibo in un modello unico in Europa

Cinque sentieri pedonali, tredici punti di interesse e un fast-food agricolo biologico nel cuore del parco. L'ingresso alla struttura sarà totalmente libero e gratuito per cittadini e turisti

25 Giugno 2026, 11:00

11:11

C'è un nuovo modo di attraversare la storia, e questa volta passa direttamente dall'interno di una terra coltivata da millenni. Il 26 giugno 2026 apre ufficialmente al pubblico la Fattoria Valle dei Templi, un'azienda agricola biologica e agroecologica di oltre 20 ettari situata nel cuore pulsante del Parco Archeologico e Paesaggistico di Agrigento. Inserita dal 2025 nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico, la tenuta rappresenta oggi una delle più estese realtà agricole europee accessibili al pubblico all'interno di un'area archeologica e di un contesto urbano.

Il progetto, fortemente voluto e realizzato da Terre del Barone srl, restituisce alla collettività un paesaggio storico che per oltre cinquant'anni era rimasto abbandonato e inaccessibile. Anticamente tramandata per asse ereditario dai baroni Celauro di Agrigento, l'intera area è stata rigenerata secondo rigorosi Criteri Ambientali Minimi (CAM) e supportata dal Fondo di Fondi BEI dedicato al Turismo Sostenibile. Il risultato è un perfetto ecosistema dove l'agricoltura produttiva d'avanguardia convive con la tutela del patrimonio e la ricerca scientifica.

Un viaggio a piedi tra tombe dell'età del ferro e acquedotti greci

L'esperienza di visita, rigorosamente pedonale e gratuita, è pensata per integrarsi con i ritmi lenti della campagna. Dal parcheggio, un trenino elettrico gratuito collegherà gli ospiti alla fattoria ogni 15 minuti. Una volta all'interno, i visitatori avranno a disposizione cinque sentieri pedonali che si snodano tra oliveti, mandorleti, agrumeti e vigneti biologici.

Lungo i percorsi sono stati predisposti tredici punti di interesse che svelano un patrimonio straordinario di archeologia diffusa. Sotto i campi coltivati si nascondono infatti stratificazioni millenarie: un acquedotto greco ancora funzionante e visibile, una chiesa rupestre bizantina e tombe dell'età del ferro. Una particolarità che rende la struttura un caso isolato nel panorama nazionale è che Terre del Barone srl è tra i pochissimi soggetti privati in Italia ad aver promosso e finanziato direttamente campagne di scavo archeologico nelle proprie terre.

La ricerca scientifica finanziata dal cibo: il modello circolare

Al centro della tenuta svetta il Baglio cinquecentesco, un'antica masseria fortificata dalla cui terrazza panoramica si può abbracciare con un solo sguardo il paesaggio agricolo e le rovine monumentali. Qui trova spazio l'offerta gastronomica denominata Agrifast-Food: un modello contemporaneo e informale per consumare ciò che nasce direttamente nei campi della tenuta. Il pubblico potrà scegliere tra il servizio al tavolo con menù fisso all'interno del Baglio o la modalità self-service sulla terrazza.

La vera innovazione risiede però nel modello economico circolare applicato al progetto. La fattoria è infatti un laboratorio a cielo aperto che ospita programmi di ricerca internazionali legati ad Horizon Europe e collaborazioni con l'Università di Catania e l'Università Roma3. Nei campi è attivo il "Campo Collezione", una banca genetica vivente che studia la capacità di adattamento delle varietà vegetali tradizionali siciliane al cambiamento climatico. Una quota fissa di ogni consumazione alimentare effettuata dai visitatori verrà devoluta direttamente al sostegno di queste attività scientifiche. Chi siede a tavola alla Fattoria, dunque, non è un semplice consumatore, ma diventa parte attiva della tutela della biodiversità e della memoria della Valle.