"Darrè u locu"
L'incompiuta di Aragona diventa un laboratorio vivo: il successo del progetto "Mai Finito"
Per cinque giorni tredici studenti di Architettura hanno trasformato il cantiere dell'Auditorium in uno spazio di socialità e progettazione
Si è conclusa con risultati concreti e un forte coinvolgimento della comunità l'esperienza del workshop “MAI FINITO – Darrè u locu. L'Auditorium incompiuto di Aragona”, promosso da Analogique Studio in collaborazione con il DiARC dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, Farm Cultural Park e il Comune di Aragona.
Per cinque giorni tredici studenti del Dipartimento di Architettura, affiancati dai docenti universitari, dagli architetti Dario Felice e Antonio Rizzo e dalle maestranze locali, hanno trasformato il cantiere incompiuto dell'Auditorium in un laboratorio permanente di ricerca, progettazione e costruzione, dimostrando come un'opera incompleta possa diventare un luogo vivo, aperto alla comunità e capace di generare nuove relazioni sociali.
I piccoli interventi realizzati, insieme alle attività sportive, culturali e conviviali sperimentate durante la settimana, hanno mostrato concretamente le potenzialità dell'Auditorium quale futuro spazio pubblico per Aragona.
Tra gli aspetti che hanno maggiormente colpito gli studenti vi è stata la straordinaria partecipazione della cittadinanza. Alessandro ha sottolineato come il vero patrimonio di Aragona sia rappresentato dalle persone che credono nella propria comunità: «Abbiamo trovato una città fatta di persone che si impegnano e tengono profondamente al proprio territorio. Entrando nell'Auditorium abbiamo subito percepito un luogo che poteva tornare a vivere. Può essere una piazza, un campo, uno spazio per concerti e spettacoli, ma soprattutto deve diventare un catalizzatore di socialità e di spirito civico, qualità che ad Aragona esistono già».
Una riflessione che evidenzia come il progetto non riguardi esclusivamente il recupero di un edificio, ma la valorizzazione del capitale umano già presente nel territorio.
Sulla stessa linea si è espresso Jacopo, che ha raccontato la sorpresa vissuta durante il workshop. Provenendo da Napoli, gli studenti si aspettavano una realtà meno partecipativa, ma hanno trovato invece una comunità vivace e fortemente coinvolta: «La cosa che ci ha affascinato di più è stata proprio questa vitalità sociale. Se il progetto riuscirà a svilupparsi come immaginato, potrà rappresentare un modello anche per tanti altri comuni italiani, grandi e piccoli, dimostrando che la qualità della vita passa attraverso la partecipazione delle persone».
Particolarmente significativa anche la riflessione di Ludovica, che ha posto l'accento sul valore paesaggistico e urbanistico del luogo. Dall'Auditorium, affacciato sulla vallata, emerge infatti una straordinaria relazione tra il tessuto urbano compatto di Aragona e il paesaggio collinare circostante, elemento che rappresenta uno dei principali punti di forza dell'intero progetto.
Alla domanda su quale consiglio avrebbe rivolto al sindaco, Ludovica ha risposto con semplicità ma con grande efficacia: «Continuare a credere in questo luogo e valorizzare tutte le energie delle persone che hanno davvero voglia di fare. In questa settimana abbiamo percepito un forte desiderio di vivere questo posto e di continuare a costruire il futuro di Aragona».
Parole accolte con convinzione dal sindaco di Aragona, Giuseppe Pendolino, che ha ribadito come la fiducia rappresenti il primo motore di ogni processo di rigenerazione urbana e sociale.
Durante il workshop gli studenti sono stati ospitati nello storico Palazzo dei Principi Naselli d'Aragona, edificio quattrocentesco di proprietà dell'Opera Pia. Proprio rispetto all'accoglienza e agli spazi destinati all'ospitalità, Giovanna ha evidenziato alcune criticità che potrebbero essere affrontate per rendere ancora più funzionale una struttura destinata ad accogliere studenti, ricercatori e visitatori coinvolti in future attività culturali. Un'osservazione costruttiva che conferma come il progetto "Mai Finito" non riguardi soltanto l'Auditorium, ma coinvolga l'intero sistema urbano e il patrimonio storico della città.
A chiusura dell'iniziativa, il presidente Giuseppe Pendolino ha offerto una lettura più ampia dello stato di salute della comunità aragonese. Pur riconoscendo il fenomeno dello spopolamento che interessa molti centri del Mezzogiorno, ha evidenziato alcuni segnali incoraggianti: una popolazione che negli ultimi anni mostra una sostanziale tenuta grazie ai nuovi insediamenti, una crescente vitalità imprenditoriale e culturale e un tessuto sociale che, come dimostrato durante la pandemia, è riuscito a non lasciare indietro nessuno. «Le regole, la partecipazione e la coesione sociale – ha ricordato – rappresentano le basi sulle quali costruire un futuro migliore».
Il workshop "Mai Finito" lascia così in eredità non soltanto alcune trasformazioni fisiche dell'Auditorium, ma soprattutto un metodo di lavoro fondato sulla collaborazione tra università, istituzioni, professionisti e cittadini. Un'esperienza che dimostra come anche un'opera incompiuta possa diventare simbolo di rinascita quando una comunità decide di investire sulle proprie energie, sulla cultura e sulla partecipazione.
Più che la conclusione di un progetto, quella vissuta ad Aragona rappresenta l'inizio di un percorso destinato a proseguire nel tempo, confermando che l'architettura, come suggerisce il titolo del workshop, forse non finisce mai: continua a vivere attraverso le persone che scelgono di abitarla, trasformarla e restituirla alla collettività.