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San Giovanni Gemini, un'eredità di fede nel nuovo santuario: calice e pisside donati da Irene Catarella

Elevata a santuario diocesano la chiesa di Gesù Nazareno, celebrata con la donazione di un calice e di una pisside in argento 925, cesellati da Benedetto Gelardi e offerti dalla professoressa in memoria dei nonni

18 Settembre 2026, 21:51

San Giovanni Gemini. Un gesto significativo ha accompagnato l’elevazione a Santuario Diocesano di Gesù Nazareno della Chiesa Madre di San Giovanni Gemini avvenuta il 14 settembre 2026 durante la messa presieduta dall’Arcivescovo di Agrigento Damiano grazie al parroco Don Gianluca Arcuri con il Comitato di Gesù Nazareno e i fedeli.

Per l’occasione, la Professoressa Irene Catarella, Interlocutore Referente della Pontificia Accademia di Teologia PATH, Presidente dell’Azione Cattolica sangiovannese e membro del settore Cultura del Comitato, ha donato al nuovo Santuario un calice e una pisside, oggetti sacri realizzati dal Maestro Benedetto Gelardi che sono atto di fede e omaggio alla memoria dei nonni. La Professoressa Catarella ha scelto di trasformare gli argenti ereditati dalla famiglia in due preziosi arredi liturgici, affidandogli il ricordo di quattro persone, autentici esempi di vita e di fede per lei e per la comunità. Sul calice la dedica ai nonni paterni: la dottoressa Maria Italia Prosatore (1921-2007), devotissima a Santa Rita e studiosa di Sant’Agostino, laureata in filosofia, e il dottor Francesco Catarella (1921-1996), medico chirurgo che pregava San Giuseppe Moscati e i Santi Cosma e Damiano e visitava gratuitamente chi aveva bisogno.

La pisside ricorda invece i nonni materni, il Cavaliere Giuseppe Pellitteri (1917-1979), imprenditore e ministro del Terz’Ordine Francescano Secolare della Sicilia Occidentale e di San Giovanni Gemini, instancabile nell’aiuto ai poveri, e Donna Maria Lo Bue (1909-2006), donna raffinata che donò gran parte del suo corredo ai Cappuccini. Durante la processione offertoriale, la pisside è stata portata dal Sindaco sangiovannese Dino Zimbardo, il calice dalla Prof.ssa Catarella. Il calice, in argento 925, è lavorato a mano con la tecnica dello sbalzo e del cesello con strumenti forgiati artigianalmente. La decorazione richiama la Passione di Cristo attraverso i tre dadi, la corona, la lancia e la spada, inseriti tra motivi di foglie d’acanto.

Anche la pisside in argento 925 è stata realizzata con la stessa tecnica. Particolare è la linea, ispirata a una pisside del 1850 conservata nel Tesoro del Duomo di Napoli, con un motivo di foglie d’acanto in stile Impero. Due opere d’arte sacra che nel Santuario custodiranno non solo l’Eucaristia, ma anche una storia familiare di fede e servizio, trasformando un’eredità privata in un dono destinato a tutti.