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Akragas, la rifondazione parte dal basso: la "cantera" di Rigoli per portare i talenti locali in prima squadra
L'Under 19 è già completa al 90%, mentre a settembre ripartiranno i provini per scovare i migliori talenti di Agrigento e provincia
L’Akragas SLP riparte dalle sue radici per progettare il futuro. Dopo i primi stage e le selezioni estive organizzate dal club biancoazzurro, prende forma il nuovo organigramma del settore giovanile. A tracciare la rotta di questo ambizioso programma è Pino Rigoli, direttore tecnico della società, impegnato nella costruzione di una filiera tecnica in grado di unire in modo diretto il vivaio con la prima squadra guidata da Fabrizio Cammarata.
«Siamo nella fase iniziale e partire da zero non è mai facile», spiega Rigoli. «Insieme ai tecnici è stato fatto un grande lavoro e abbiamo registrato una notevole affluenza di giovani. L’Under 19 è già completa per circa il 90%, mentre sulle altre categorie continueremo a lavorare: le selezioni proseguiranno anche nei primi giorni di settembre per individuare il meglio che Agrigento e la sua provincia possono offrire».
Il progetto, che si focalizza principalmente sulla fascia d'età compresa tra i 13 e i 18 anni (Under 19, Allievi 2010-2011 e Giovanissimi 2012-2013), punta ad alzare la qualità tecnica, fisica e caratteriale dei tesserati. Sebbene la priorità immediata rimanga la valorizzazione del territorio agrigentino, lo sguardo della dirigenza comincia già ad allargarsi a livello regionale, con contatti già avviati per giovani di fuori provincia con esperienze nelle rappresentative nazionali.
L'approccio prescelto non riguarda solo l'aspetto agonistico, ma si estende alla formazione umana e psicologica degli atleti, integrando tecnici qualificati e il supporto imminente di uno specialista dell'area psicologica. Elemento centrale del nuovo corso è la sinergia diretta con la prima squadra: mister Cammarata ha già visionato da vicino i ragazzi dell'Under 19, individuando i primi profili di interesse.
«È tutto finalizzato a portare quanti più ragazzi possibile in prima squadra», conclude il direttore tecnico, sostenuto nell'iniziativa dalla società e dal presidente Salvatore La Porta. «Sappiamo che non possiamo ottenere tutto immediatamente, ma nell’arco di due o tre anni vogliamo che la nostra cantera diventi il motore trainante del club. È una sfida difficile, ma siamo testardi e ci crediamo».