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Attualità

"Il rapper Shaka Muni lancia messaggi negativi, perché era presente a scuola a Vittoria?"

Le mamme dell'Enrico Fermi hanno contestato la scelta di farlo partecipare all'assemblea d'istituto, la preside: "Il confronto con i ragazzi in un ambiente protetto"

Giorgio Liuzzo

18 Gennaio 2026, 01:33

01:34

"Il rapper Shaka Muni lancia messaggi negativi, perché era presente a scuola a Vittoria?"

Il rapper Shaka Muni

Sabato mattina l’istituto “Enrico Fermi” di Vittoria ha accolto, nell’ambito dell’assemblea studentesca, il giovane rapper siciliano Simone Oteri, in arte Shaka Muni.

Originario di Catania, l’artista è rapidamente diventato un volto popolare tra gli adolescenti: le sue canzoni hanno superato un milione e mezzo di visualizzazioni su YouTube e totalizzato circa 500.000 stream su Spotify.

La partecipazione del musicista, tuttavia, non è stata condivisa da tutti. Un gruppo di genitori ha manifestato forte preoccupazione, ritenendo i messaggi dell’artista inadatti a un contesto scolastico.

«Non eravamo stati informati della partecipazione di questo rapper – spiegano alcune mamme -. Dopo aver visto i suoi video su YouTube, in cui compaiono gesti come la simulazione di pistole, riteniamo che i contenuti siano violenti e poco adatti a un contesto scolastico».

Le famiglie hanno chiesto chiarimenti alla dirigenza, interrogandosi sull’iter con cui l’iniziativa è stata autorizzata. Hanno inoltre ricordato che, in passato, una proposta ritenuta analoga – l’invito a scuola di una pornostar – era stata immediatamente respinta dal consiglio d’istituto, convocato d’urgenza per impedirne lo svolgimento.

La dirigente scolastica, Rosaria Costanzo, ha fatto il punto sulla vicenda: «La presenza di Shaka Muni era inserita nel programma dell’assemblea d’istituto, organizzata direttamente dai ragazzi. L’incontro si è svolto in un ambiente protetto, con la costante vigilanza degli insegnanti, che hanno guidato il dialogo e monitorato i contenuti trattati. Posso assicurare che nulla è andato fuori dalle regole».

La capo d’istituto ha aggiunto di comprendere le perplessità dei genitori, sottolineando però il valore educativo del confronto: «È importante che il dialogo avvenga a scuola e non solo sui social. Continueremo comunque a vigilare, come sempre, per garantire il benessere dei nostri studenti».