contrada gasena
Mille radici di legalità: il bosco della memoria fiorisce nel Parco Rosario Livatino
A due anni dall’inaugurazione, si completa l’opera di piantumazione nell'area concessa da Anas. Dalla stele vandalizzata alla selva della memoria: così Agrigento onora i suoi eroi
C’è un luogo, lungo la Strada statale 640, dove il cemento della "Strada degli Scrittori" lascia il passo a un monumento vivo, fatto di foglie, rami e coraggio. In contrada Gasena, a due anni dall'inaugurazione del parco dedicato alla memoria di Rosario Livatino, il "giudice ragazzino" proclamato beato, la terra ha accolto un esercito silenzioso di mille alberi. Mille piante per mille vite spezzate: ogni arbusto piantato è un nome, un volto, un’anima vittima innocente della furia mafiosa.
L’area, un fazzoletto di 4.500 metri quadrati concesso da Anas al Co.N.Al.Pa. (Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio), si è trasformata grazie alla dedizione di volontari che hanno scelto di rispondere alla violenza con la bellezza. Quella stessa terra, testimone nel 1990 del martirio di Livatino, oggi non grida più solo dolore, ma sussurra speranza attraverso una rigogliosa macchia verde che orna e protegge il ricordo.
La storia di questo sito è densa di significati. Già a metà degli anni ’90, una stele commemorativa era stata eretta per segnare il luogo del sacrificio del magistrato. Quel marmo, simbolo di una lotta quotidiana e solitaria, non ha avuto vita facile: nel 2017 l’ignoranza e la viltà lo hanno colpito, vandalizzandolo pesantemente. Eppure, la resilienza delle istituzioni e della società civile ha avuto la meglio: ricostruita in tempi record grazie anche ad Anas, la stele è tornata a svettare. Oggi, circondata da questi mille nuovi custodi verdi, rappresenta il cuore pulsante di un parco che insegna come la memoria, se curata con costanza, possa mettere radici profonde e invincibili.