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l'appello

L’inferno degli invisibili: l’urlo dei Volontari di Strada scuote la politica

Banco alimentare, emporio civico e dormitorio comunale: ecco cosa chiedono alla futura amministrazione

12 Maggio 2026, 10:46

10:50

L’inferno degli invisibili: l’urlo dei Volontari di Strada scuote la politica

Un censimento della disperazione che conta, oggi, oltre 350 famiglie. Quartieri diversi, stessa fame. È una fotografia impietosa, scattata con la precisione di chi da vent'anni calpesta il fango dell'emarginazione, quella consegnata da Anna Marino, presidente dell’associazione Volontari di Strada. Ad Agrigento la povertà non è più un’eccezione, ma una macchia d'olio che si allarga, colpendo residenti storici e migranti giunti con viaggi della speranza finiti nel recinto del bisogno.

L’associazione, pilastro del Terzo Settore agrigentino, opera nel silenzio istituzionale. Senza contributi pubblici, sopravvive grazie all’autotassazione, al 5x1000 e alla generosità dei privati. Una volta al mese, il "rito" necessario: la distribuzione di sacchetti alimentari. Latte, pasta, omogeneizzati raccolti tra scuole e supermercati o acquistati al Banco delle Opere di Carità di Carini. Ma non c’è solo il cibo: i volontari pagano affitti, bollette e visite mediche, sostituendosi di fatto a un welfare locale spesso latitante.

Con l'avvicinarsi delle elezioni comunali del 24 e 25 maggio, i Volontari di Strada hanno deciso di rompere gli indugi. Non più solo assistenza, ma pretesa politica. Anna Marino ha consegnato ai candidati sindaco un documento programmatico: tre proposte "chiavi in mano", a costo zero o limitato, per cambiare il volto della città. Banco Alimentare Comunale: una struttura pubblica gestita in rete con il Terzo Settore per centralizzare gli aiuti. Emporio Civico: un luogo fisico dove le famiglie indigenti possano rifornirsi con dignità. Dormitorio Comunale: un presidio per gli "invisibili" che oggi dormono tra i portici di piazzale Rosselli, piazza Marconi o dentro auto fatiscenti trasformate in rifugi di fortuna.

«Diamo dignità a queste persone», è l’appello accorato della Marino. L'invito ai futuri amministratori è netto: evitare che la campagna elettorale diventi uno scontro ideologico sulla pelle dei deboli. Agrigento chiede uno scatto d'orgoglio: la lotta alla povertà deve uscire dai volantini elettorali per entrare, finalmente, nelle delibere comunali.