Uniformi e maternità
Mamme in divisa, il cuore oltre l’uniforme: ad Agrigento le storie di chi serve lo Stato e la famiglia
Rappresentanti di tutte le Forze dell’Ordine a confronto: "Vocazione e amore per i figli possono convivere con il sacrificio"
Esiste un filo sottile, ma d’acciaio, che unisce la rigidità di un’uniforme alla dolcezza di un abbraccio materno. È questo il cuore pulsante di “Mamme in divisa. Il giusto equilibrio tra dovere e sentimento”, la conferenza che si è tenuta stamane presso la Caserma “Biagio Pistone”, quartier generale del Comando Provinciale dei Carabinieri di Agrigento.
L’evento, promosso dall’Associazione Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche (ANIOC), non è stato una semplice celebrazione istituzionale, ma un’analisi profonda e umana su come le donne servitrici dello Stato riescano a declinare la loro vocazione al servizio con le esigenze della famiglia.
A dare il via ai lavori sono stati la dottoressa Ina Inglima e il Colonnello Nicola De Tullio, padrone di casa, seguiti dall’intervento del Prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo. Il rappresentante del Governo ha evidenziato come il tema tocchi corde sensibili non solo sotto il profilo umano, ma anche sociale e istituzionale, rappresentando una sfida quotidiana per la moderna amministrazione della pubblica sicurezza.
Il momento più autentico dell’incontro è arrivato con le testimonianze dirette. Cinque donne, cinque gradi diversi, un’unica missione. Dalla Capitaneria di Porto all’Arma dei Carabinieri, passando per la Guardia di Finanza, la Polizia di Stato e la Polizia Penitenziaria, le relatrici hanno messo a nudo la propria esperienza. Il Tenente di Vascello Rosaria Pioppo, il Maggiore Anna Maria Putortì, il Maresciallo Capo Alessia Erriquez, l’Ispettore Alfonsa Miccichè e il Dirigente Aurora Monica Mirabile hanno condiviso cosa significhi gestire responsabilità operative e turni di servizio senza mai smettere di essere il fulcro affettivo dei propri figli.
Ciò che è emerso è il ritratto di una donna che non deve scegliere tra carriera e maternità, ma che attraverso il sacrificio e un ferreo equilibrio trasforma la propria dedizione in un valore aggiunto per l’Istituzione che rappresenta. Una riflessione necessaria che riconosce nelle “mamme con le stellette” un pilastro fondamentale dello Stato moderno.