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la cerimonia

Una carezza di speranza tra le corsie: la Madonna di Fatima entra nel cuore dell'ospedale Barone Lombardo

La Guardia di finanza dona l’effigie sacra ai reparti di Pediatria e Neonatologia. Un gesto di protezione per i neonati e le loro famiglie

14 Maggio 2026, 19:05

19:10

Una carezza di speranza tra le corsie: la Madonna di Fatima entra nel cuore dell'ospedale Barone Lombardo

Ci sono gesti che pesano più delle parole e simboli che, nel silenzio di un reparto d'ospedale, diventano voce di conforto. In occasione della ricorrenza della Madonna di Fatima, celebrata lo scorso 13 maggio, i reparti di Pediatria e Neonatologia dell’ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì hanno vissuto un momento di rara intensità spirituale. Una piccola effigie della Vergine ha fatto il suo ingresso nelle corsie, trovando dimora proprio lì dove la fragilità della vita si intreccia alla forza della speranza.

L’iniziativa, che ha ricevuto il pieno plauso della direzione strategica dell'Asp di Agrigento, è stata suggellata dalla presenza del direttore sanitario facente funzioni, Salvatore Frenda. Ma il cuore pulsante di questa cerimonia è stato il legame tra le istituzioni e il territorio: la statua è stata infatti donata dalla Tenenza della Guardia di finanza di Canicattì, rappresentata per l'occasione dal tenente comandante Salvatore Occhipinti. Un dono che testimonia come la tutela della comunità passi anche attraverso la sensibilità verso i cittadini più piccoli e vulnerabili.

L’installazione dell’effigie, nei reparti diretti dai primari Carmelina Casà e Angelo Savarino, è stata il frutto di una corale di solidarietà. Ogni dettaglio è un dono: dal piedistallo ligneo progettato dall’architetto Giusy Migliorini e realizzato dall'omonima falegnameria, alla tenda ornamentale offerta dalla coordinatrice infermieristica Mariangela Intorre, fino alla stola donata dall’operatrice sociosanitaria Giusi Gagliano.

La cerimonia, benedetta dal cappellano Gioacchino Scimè e sostenuta dal supporto spirituale di don Enzo Sazio, ha trasformato per un giorno l'ospedale in un luogo di incontro tra fede e cura. Non è solo un arredo sacro, ma un punto di riferimento visivo per i genitori e i piccoli pazienti che, tra quelle mura, cercano ogni giorno la protezione più importante: quella del ritorno a casa.