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l'appello

Crisi idrica, il Cartello Sociale fa sentire la sua voce: "Legalità bilaterale, stop agli sprechi stradali se le case restano a secco"

Chiesto ad Aica e ai sindaci un piano straordinario di manutenzione con cronoprogrammi pubblici, oltre a interventi urgenti a tutela delle fasce più deboli della popolazione

19 Maggio 2026, 10:56

11:00

Crisi idrica, il Cartello Sociale fa sentire la sua voce: "Legalità bilaterale, stop agli sprechi stradali se le case restano a secco"

L’emergenza idrica che stringe alla gola la provincia di Agrigento non è solo una crisi climatica, ma un banco di prova per la tenuta sociale e istituzionale del territorio. Su questo delicato crinale interviene con forza il Cartello Sociale della provincia di Agrigento – siglato da don Mario Sorce, Alfonso Buscemi, Paolo Ottaviano e Gero Acquisto – offrendo una lettura lucida e priva di sconti della situazione attuale.

Da un lato, l'organismo esprime piena condivisione per il fermo richiamo alla legalità e alla tutela della salute pubblica espresso dal procuratore della Repubblica di Agrigento, Giovanni Di Leo, volto a contrastare l'abusivismo e l'approvvigionamento selvaggio. Dall'altro, sposa l’appello alla responsabilità e alla solidarietà lanciato dalla comunità ecclesiale di Canicattì. Il punto di equilibrio, secondo il Cartello, sta nel coniugare il rispetto delle regole con la dignità umana: in un momento così drammatico, è impensabile lasciare anziani, famiglie e soggetti fragili senza un bene vitale. Da qui la richiesta ad Aica e ai sindaci di attivare strumenti straordinari e temporanei di approvvigionamento per le situazioni di reale necessità, con percorsi di regolarizzazione certi.

Tuttavia, la nota dei rappresentanti sociali introduce un concetto chiave: la legalità deve essere bilaterale. Se ai cittadini si chiede il rispetto delle norme, al gestore pubblico e alle istituzioni si deve imporre l'efficienza. La crisi attuale, infatti, non è figlia solo della siccità, ma di una rete idrica colabrodo, segnata da perdite spaventose e turni di erogazione ormai insostenibili. Per il Cartello Sociale è inaccettabile assistere a fiumi d’acqua che scorrono sull’asfalto a causa delle rotture strutturali, mentre le case e le attività commerciali rimangono a secco per giorni. La dispersione idrica causata dall’inefficienza è essa stessa, a tutti gli effetti, un danno pubblico.

Le richieste avanzate alle istituzioni sono concrete e immediate: un piano straordinario di manutenzione delle condotte con cronoprogrammi pubblici e verificabili, massima trasparenza sui disservizi e un vero e proprio patto di corresponsabilità tra utenza, Aica e Comuni.

Infine, il documento solleva un paradosso normativo e tariffario che pesa come un'ingiustizia sui cittadini: in diverse zone della provincia ancora prive di rete fognaria pubblica, gli utenti continuano a ricevere bollette che richiedono il pagamento di servizi inesistenti. Una stortura che il Cartello Sociale chiede di approfondire immediatamente. La gestione della sete ad Agrigento non può più essere affrontata rincorrendo l'emergenza del giorno; serve giustizia, investimento strutturale e rispetto della dignità umana.