riconoscimenti
L'agrigentina Gloria Peritore vince il premio Nocera Umbra: lo sport come arma contro la violenza
La campionessa di kickboxing e boxe premiata al castello di Solfagnano per il suo impegno nell'empowerment femminile
C'è un filo conduttore invisibile ma fortissimo che unisce l'eccellenza sportiva della provincia di Agrigento ai più prestigiosi palcoscenici culturali nazionali. Nella splendida cornice del castello di Solfagnano, a Perugia, la campionessa mondiale di kickboxing e boxeur agrigentina Gloria Peritore è stata una delle grandi protagoniste della prima edizione del premio culturale "Acqua Nocera Umbra", iniziativa d'alto profilo promossa dal Gruppo Sem (Sorgenti emiliane Modena) per celebrare le personalità capaci di generare un impatto positivo e duraturo nella società contemporanea.
Alla fuoriclasse di Licata, da anni ai vertici degli sport da combattimento, è stato conferito il premio "Acqua Nocera Umbra – Freschezza". Un riconoscimento che va ben oltre i suoi straordinari meriti atletici sul ring. La giuria ha voluto premiare l'atleta agrigentina per aver saputo trasformare lo sport in un potente veicolo di crescita personale, empowerment femminile e sensibilizzazione sociale, rendendola un punto di riferimento insostituibile soprattutto per le nuove generazioni. Gloria Peritore, infatti, affianca alla carriera agonistica un instancabile impegno come attivista contro la violenza sulle donne, utilizzando la disciplina del ring come metafora di riscatto, difesa e forza interiore.
Insieme alla campionessa agrigentina, sul palco dei premiati è salito anche Tommaso Cerno, direttore de Il Giornale, a cui è andato il premio "Effervescenza" per il suo contributo al giornalismo libero e indipendente. L'evento ha offerto inoltre l'occasione al Gruppo Sem, presieduto da Claudio Turchi, di presentare la nuova bottiglia di design in vetro lavorato di Acqua Nocera Umbra – Fonte Angelica, storico marchio del made in Italy.
L'affermazione di Gloria Peritore a Solfagnano dimostra come l'orgoglio agrigentino sappia imporsi all'attenzione nazionale non solo per le doti fisiche e la determinazione agonistica, ma per una profonda statura umana e civile. Ricevendo questo premio, l'atleta porta la voce e il riscatto del proprio territorio d'origine al centro di un dibattito culturale necessario, dimostrando che i ring più difficili da vincere sono quelli legati ai diritti e alla tutela delle donne nella società odierna.