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il paradosso

Mercato ittico Sciacca chiuso, beffa da 300mila euro: la Regione può riprendersi i fondi

Dopo i lavori finiti nel 2021, la struttura moderna e dotata di fotovoltaico non è mai entrata in funzione. Pesa lo spettro del clamoroso precedente dell'ex casa albergo

25 Maggio 2026, 13:01

13:10

Mercato ittico Sciacca chiuso, beffa da 300mila euro: la Regione può riprendersi i fondi

Il mercato ittico è ancora lì, ristrutturato, moderno, finanziato con soldi pubblici, ma chiuso. Una storia infinita. Una saracinesca abbassata che conferma un paradosso che da queste parti è abituale quando si parla di opere pubbliche: si spendono centinaia di migliaia di euro, si annunciano rinascite. Poi tutto si blocca e resta fermo per anni. La struttura sulla banchina del molo di levante, riqualificata con oltre 300mila euro di fondi Feampa, è stata oggetto di opere murarie, dotata di celle frigorifere, impianti moderni e persino un fotovoltaico da 19,20 kW per garantire una gestione sostenibile. L’ultimo intervento è stato completato nel 2021, dopo una precedente riqualificazione nel 2011. Eppure, a distanza di anni, il mercato non ha mai visto un’asta, un carico, un pescatore al lavoro.

Il Comune ha pure pubblicato un bando per affidarne la gestione, ma il risultato è stato l’ennesimo muro contro muro. Da trent’anni si ripete la stessa storia: l’Ente prova a coinvolgere le cooperative, che si dividono sulla gestione. Una delle due dal 1945 al 1992 lo ha pure gestito, poi l'amministrazione comunale dell'epoca lo volle gestire in proprio perchè era in perdita. E lo portò alla chiusura. L'attuale governo cittadino ha cambiato programma, lo vuole affidare di nuovo ai pescatori. Ma la Cooperativa Madonna del Soccorso ribadisce di non voler concorrere alla gestione, mentre la Cooperativa Fra Pescatori insiste sul modello del mercato alla produzione, senza mediatori, ritenuto più vantaggioso per i pescatori. Una disputa che dura da decenni e che, nel frattempo, ha prodotto il solo risultato che il mercato rimane chiuso.

E mentre a Sciacca si discute, la Regione potrebbe chiedere indietro i 300mila euro del finanziamento. E non sarebbe la prima volta: la città ha già restituito 3 milioni di euro per l’ex casa albergo per anziani, un’altra opera pubblica mai entrata in funzione. Il rischio è concreto, visto che non è giustificabile che una struttura completata, attrezzata e finanziata resti inutilizzata. E non è più accettabile che Sciacca continui a collezionare opere incompiute o inutilizzate.