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tavola rotonda

Naro, la legalità si fa cammino: istituzioni e giovani a confronto per sconfiggere la rabbia

Non solo teoria ma forti emozioni a Casa ContemplAttiva. Le testimonianze dirette dei giovani e il dibattito con gli operatori sociali indicano la strada per una società più inclusiva

29 Maggio 2026, 11:06

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Naro, la legalità si fa cammino: istituzioni e giovani a confronto per sconfiggere la rabbia

Un’aula gremita, un silenzio carico di attenzione e la netta sensazione che la lotta al disagio giovanile passi prima di tutto dalla capacità di ascoltare. Si è aperta oggi a Naro, nella cornice di Casa ContemplAttiva, la prima tappa de “Il Cammino della Legalità”, l’atteso ciclo di incontri che per questo debutto ha scelto un titolo quantomai emblematico: “La Rabbia Non Comanda… noi e gli altri…”.

L’iniziativa, nata per promuovere la cultura della responsabilità sociale, ha richiamato un pubblico trasversale, unendo sotto lo stesso tetto cittadini, operatori del settore, giovani e una fitta rete di rappresentanti istituzionali della provincia di Agrigento e non solo. Al centro del dibattito, l’urgenza di decodificare il malessere delle nuove generazioni e la necessità di strutturare relazioni sane.

La sinergia istituzionale: fare rete per i giovani

I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali di Ornella Zarcaro, presidente di Estia Società Cooperativa Sociale ETS, realtà in prima linea nell'organizzazione dell'evento. Accanto a lei il sindaco di Naro, Milco Dalacchi, il vice prefetto aggiunto di Agrigento, Giuseppe Nuara, e l’assistente sociale dell’Ussm di Palermo, Lilli Cirivello. Il valore strategico del progetto è stato rimarcato dalla presenza dei sindaci Vincenzo Corbo (Canicattì), Vito Terrana (Campobello) e Giuseppe Baio (Castrofilippo), uniti nel sottolineare l'importanza di superare i confini comunali per creare un vero e proprio scudo educativo sul territorio. Anche l'onorevole Carmelo Pace, intervenuto durante la giornata, ha voluto esprimere il proprio forte apprezzamento per un format capace di coniugare prevenzione, coesione sociale e legalità.

Educazione emotiva e voci dal territorio

Il cuore scientifico dell’incontro è stato affidato alla psicologa Valentina Zarcaro, il cui intervento sull’educazione emotiva ha offerto ai presenti le chiavi di lettura per comprendere la rabbia, non come tabù da reprimere, ma come energia da canalizzare per una crescita personale e collettiva.

Il tema è stato poi sviscerato in una tavola rotonda che ha visto dialogare le diverse anime della comunità civile: il commissario capo Gerlando Scimè, il responsabile Uepe Stefano Papà, la dirigente scolastica Rossana Nari, don Giuseppe Scozzari e Massimiliano Arena. Ciascuno, dal proprio osservatorio quotidiano (scuola, chiesa, forze dell'ordine e uffici d'esecuzione penale), ha offerto spunti concreti per contrastare la deriva della violenza.

L’impatto emotivo delle testimonianze

Il momento più toccante della giornata è arrivato però dalle parole di Sarra e Giosuè. Le loro testimonianze dirette, autentiche e prive di filtri, hanno squarciato la retorica istituzionale, regalando al pubblico il racconto vissuto di chi ha saputo guardare in faccia il proprio disagio per poi superarlo.

L'evento si è chiuso tra scroscianti applausi e una certezza condivisa: “Il Cammino della Legalità” non è stato un semplice convegno isolato, ma l'avvio di un percorso strutturato in grado di scuotere le coscienze e candidarsi a vero punto di riferimento per il riscatto sociale del territorio.