taglio del nastro
Santo Stefano Quisquina si fa museo a cielo aperto: la land art di "Collisione" unisce il borgo al Teatro Andromeda
Svelata la prima delle cinque installazioni firmate da Massimo Rabante. Un itinerario tra arte contemporanea e natura finanziato con i fondi del PNRR
Un filo invisibile, fatto di pietra, arte e orizzonti infiniti, inizia a tessere una nuova trama nel cuore dei monti Sicani. È stata inaugurata questa mattina, nello spazio antistante la scuola primaria "Giacinto Giordano Ansalone", la prima delle cinque installazioni che daranno vita a "Collisione", l'ambizioso progetto di land art concepito per trasformare radicalmente la fruizione del territorio stefanese.
L'iniziativa, nata da un'idea di AIGOR e promossa dall'associazione Via delle Rondini, si inserisce nel più ampio cartellone di interventi di rigenerazione intitolato "Terra di cieli, acqua e pietre", un piano di rilancio economico e sociale finanziato con i fondi del PNRR nell'ambito dei progetti del ministero della Cultura per l'attrattività dei borghi storici.
Il debutto davanti alla scuola: l'arte come "opera aperta"
Alla presenza di cittadini, amministratori locali, docenti e una festosa delegazione di alunni, il taglio del nastro ha svelato il primo tassello di un itinerario diffuso. Nelle prossime settimane, altre quattro opere prenderanno forma tra il centro abitato, i punti panoramici e i sentieri rurali, creando un vero e proprio sistema di accompagnamento visivo per i visitatori.
«Non si tratta di monumenti isolati o di semplici elementi decorativi», tiene a precisare Massimo Rabante, autore del progetto artistico. I dispositivi sono stati pensati come "opere aperte", architetture relazionali progettate per mutare significato a seconda del contesto e per invitare i passanti all'interazione, al gioco e alla contemplazione. La scelta di partire dalla scuola primaria risponde a una precisa volontà educativa dell'artista, che identifica l'istituto scolastico come «il luogo della formazione, dell'inizio, della possibilità», il nucleo da cui deve originarsi ogni autentica metamorfosi culturale e sociale della comunità.
Il dialogo ideale con Lorenzo Reina
Il punto di riferimento concettuale e geometrico dell'intero percorso è il celebre Teatro Andromeda, la straordinaria scultura monumentale sui monti di Santo Stefano Quisquina creata dal pastore e artista Lorenzo Reina, oggi considerata una delle mete d'arte contemporanea e paesaggistica più suggestive a livello internazionale.
Come evidenzia Salvatore Presti nella sua presentazione critica, "Collisione" nasce proprio dal desiderio di far dialogare la struttura urbana del paese con le vette dell'Andromeda. L'installazione reinterpreta in chiave simbolica uno dei segni grafici più potenti di Reina: la celebre "finestra sull'infinito", trasformandola in una bussola che orienta lo sguardo del camminatore verso le vette.
Un concetto ribadito dal curatore Salvatore Alessandro Turturici, che definisce il Teatro Andromeda «il precedente reale e poetico che accende la miccia» dell'operazione. Per Turturici, l'arte pubblica ha il dovere di non essere passiva: «La forma non serve a decorare il mondo, serve a risponderne».
Rigenerazione territoriale ed ecologia culturale
L'intera operazione è coordinata dall'associazione Via delle Rondini, un collettivo da anni in prima linea nei Sicani per lo sviluppo di strategie di turismo sostenibile, educazione ambientale e valorizzazione delle aree interne. Con questo primo intervento, Santo Stefano Quisquina dimostra come i finanziamenti europei possano tradursi in infrastrutture culturali tangibili, dove il paesaggio smette di essere un semplice sfondo fotografico per diventare il primo interlocutore del benessere collettivo.