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La scuola green scopre la tecnologia dell'acqua: gli studenti del Leonardo al depuratore di Timpa dei Palombi

Accompagnati dai docenti e dagli ingegneri di Aica , i liceali hanno analizzato i processi tecnologici di purificazione. Un'esperienza green per comprendere la gestione sostenibile del territorio

04 Giugno 2026, 12:58

13:00

La scuola green scopre la tecnologia dell'acqua: gli studenti del Leonardo al depuratore di Timpa dei Palombi

Capire da vicino come la tecnologia possa riparare il legame, spesso compromesso, tra l'uomo e l'ecosistema circostante. Con questo obiettivo un gruppo di studenti del liceo scientifico e linguistico Leonardo di Agrigento ha varcato i cancelli del nuovo depuratore di Timpa dei Palombi. Una visita didattica sul campo che ha permesso ai giovani di osservare da vicino il funzionamento di un'infrastruttura di ultima generazione, strategica per la gestione sostenibile della fascia costiera della città dei templi e del comune di Favara.

A fare gli onori di casa è stata la presidente del consiglio di amministrazione di Aica (Azienda idrica comuni agrigentini), Danila Nobile, la quale ha guidato i ragazzi alla scoperta di una realtà tecnica fondamentale per il territorio. Gli studenti, attualmente impegnati in un progetto Poc (Programma operativo complementare), sono stati accompagnati dall'agronomo Vincenzo Castronovo e dalla professoressa Donatella Oliva, affrontando un percorso formativo guidato dall'ingegnera Eleonora Arena, dell'ufficio tecnico aziendale, e dagli addetti all'impianto.

Tra Costituzione ed efficienza ecologica

La visita ha offerto ai ragazzi l'opportunità di analizzare le singole fasi del ciclo di purificazione delle acque, traducendo in nozioni pratiche i concetti di economia circolare appresi sui banchi di scuola.

«Queste visite sono estremamente importanti perché le nuove generazioni devono prendere contezza di quello che è il carico sull'ambiente», ha spiegato l'esperto Vincenzo Castronovo. «La nostra Costituzione, all'articolo 9, ci impone la tutela della biodiversità e dell'ambiente. I ragazzi, vedendo le varie fasi di depurazione, possono apprezzare l'importanza di questo nuovo impianto, un esempio plastico di efficienza nel territorio».

Un'analisi condivisa dalla professoressa Donatella Oliva, che ha evidenziato la natura ecologica dell'istituto: «Vedere che attraverso un depuratore tutto ciò che viene prodotto e purificato può essere rimesso all'interno del ciclo vitale penso che sia un’esperienza ideale per una scuola green come la nostra».

Un patto generazionale per normalizzare il servizio

La dirigenza di Aica punta sui giovani come veri e propri alleati per costruire una nuova coscienza civile in una provincia storicamente segnata dalle emergenze idriche. La presidente Danila Nobile ha lanciato un appello diretto agli studenti, chiedendo loro di farsi portavoce del cambiamento:

«Per noi la diffusione dell'informazione a livello scolastico è importantissima, perché i ragazzi sono il nostro futuro. Sono i primi a dover comprendere quanto è importante il sistema idrico integrato. Stiamo lavorando per un futuro migliore, dove l'acqua arriverà tutti i giorni e tutto il sistema funzionerà come deve. Abbiamo chiesto ai ragazzi di essere i nostri interlocutori con le persone più grandi, di trasferire queste informazioni alle generazioni che hanno subito negli anni una situazione che normalità non può essere».

La voce degli studenti

L'entusiasmo dei ragazzi ha confermato l'efficacia formativa della giornata. «Un’esperienza molto interessante anche perché abbiamo scoperto dal vivo come funziona il depuratore e abbiamo imparato molte cose», ha commentato lo studente Cristiano Arnone. Sulla stessa linea il compagno Virgilio Ferrante, che ha sottolineato il valore culturale dell'iniziativa: «Questo progetto può sicuramente accrescere la cultura generale di tutti gli studenti. Dobbiamo ringraziare soprattutto la scuola che ci ha permesso questo livello di istruzione e anche Aica che ci permette di visitare questo splendido depuratore; sicuramente ci darà qualcosa che in futuro ci servirà».