amministratori nel mirino
Intimidazioni al sindaco di Santo Stefano di Quisquina: Fabio Termine esprime solidarietà
"Francesco Cacciatore è il presidio più esposto, contro di lui un metodo vile". Il capo della giunta saccense condanna l'episodio e invoca l'intervento delle forze dell'ordine
Dopo lo sconcerto e la ferma condanna per le vili intimidazioni subite nei giorni scorsi dal sindaco di Santo Stefano di Quisquina, Francesco Cacciatore, la rete degli amministratori locali dell'Agrigentino passa alla reazione politica e istituzionale. Il caso, che ha riacceso i riflettori sui rischi corsi da chi indossa la fascia tricolore, si arricchisce oggi di una presa di posizione pesante: quella del sindaco di Sciacca, Fabio Termine, che ha voluto far sentire la propria voce non solo per solidarietà, ma per lanciare un preciso allarme di categoria.
«A Francesco va la mia personale vicinanza umana e il mio sostegno istituzionale», ha dichiarato Termine, scendendo in campo per blindare il collega. L'analisi del primo cittadino di Sciacca, tuttavia, va oltre il semplice attestato di stima ed entra nel vivo di una vera e propria emergenza democratica. I sindaci, spiega Termine, sono ormai diventati il bersaglio mobile e il "parafulmine" di ogni tensione sociale: «Rappresentano la prima linea dello Stato, il presidio più esposto e a contatto diretto con i cittadini, su cui si scarica troppo spesso il malcontento per tutto, anche per ciò che non rientra nelle specifiche prerogative del sindaco».
Parole che suonano come una difesa d'ufficio per un'intera classe di amministratori che rifiuta di farsi intimidire da metodi criminali. Nell'esortare Cacciatore e la sua giunta a non arretrare di un millimetro e a proseguire il mandato con accresciuta determinazione, il sindaco di Sciacca ha ribadito la totale fiducia nelle forze dell'ordine, sollecitate a fare terra bruciata attorno ai responsabili per restituire al più presto la dovuta serenità alla comunità di Santo Stefano di Quisquina.