tra storia e sapori
Favara in festa tra gusto e devozione: al via la Sagra dell'agnello pasquale con show, degustazioni e cortei medievali
maestri artigiani svelano i segreti del dolce al pistacchio. Domenica la chiusura spettacolare con i figuranti in costume medievale a cura della Pro loco
Quattro giorni nel cuore pulsante dell'identità gastronomica e culturale siciliana. Da giovedì 11 a domenica 14 giugno, Favara si prepara a ospitare la ventottesima edizione della Sagra dell'agnello pasquale, lo storico appuntamento interamente a ingresso gratuito che quest'anno si rinnova con una formula inedita e un titolo emblematico: «L’oro di Favara, l’agnello pasquale tra arte e identità». La grande novità di questa edizione, finanziata dall'assessorato regionale delle Attività produttive grazie al bando "Sicilia che piace", risiede in una felice intuizione dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Palumbo: unire per la prima volta la celebrazione del celebre dolce di pasta di mandorle e pistacchio ai solenni festeggiamenti in onore del patrono, sant'Antonio.
Il programma, gestito operativamente dalla Floridita group con la collaborazione dell'assessore Angelo Airò Farulla e del dirigente Giacomo Sorce, spazia dalla cucina d'autore allo spettacolo. Il sipario si alzerà giovedì in piazza Cavour con i talk enogastronomici dello chef Giuseppe Moscato e la musica revival degli Amici per sempre. Venerdì sarà la volta dei laboratori dal vivo con i maestri pasticceri favaresi e dell'arte con il Giardino degli artisti, mentre il folklore troverà spazio grazie alle note dei Fabaria folk e al violino di Noemi Lupo.
Il weekend entrerà nel vivo sabato 13 con la tradizionale benedizione e degustazione del pani cunzatu, la solenne processione religiosa accompagnata dalla banda musicale Giuseppe Lentini e le risate travolgenti assicurate dallo spettacolo del comico siciliano Chris Clun. Domenica 14, la chiusura in grande stile coinciderà con la Giornata dei castelli siciliani: la Pro loco animerà il centro con spettacolari sfilate in abiti medievali, prima del gran finale a base di teatro e musica all’interno del suggestivo castello Chiaramontano. Una strategia di destagionalizzazione che, come sottolineato dall'assessore Airò Farulla, punta a proiettare Favara e il suo tesoro identitario verso una platea sempre più internazionale.