sanità
Asp Agrigento, dimissioni Capodieci: l'allarme della Cisl Fp per il rischio paralisi
Il sindacato: "Senza una nuova governance con pieni poteri si bloccano le assunzioni e i contratti a tempo determinato"
Le dimissioni del direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale, Giuseppe Capodieci, aprono una faglia profonda nella sanità agrigentina. A lanciare un grido d'allarme carico di preoccupazione è la segreteria provinciale della Cisl Fp, che intravede il rischio concreto di una paralisi totale della macchina amministrativa e sanitaria, con ripercussioni che potrebbero rivelarsi drammatiche sia per i diritti dei lavoratori del comparto sia per l'assistenza medica destinata ai cittadini.
Il sindacato si rivolge con assoluta urgenza alle istituzioni regionali e nazionali: l'Asp di Agrigento non può permettersi un vuoto di potere. Serve una guida amministrativa stabile, con pieni poteri, capace di portare a compimento gli impegni già presi e gestire scadenze blindate che non ammettono rinvii.
La Cisl Fp ha già messo nero su bianco i quattro fronti critici su cui si rischia il collasso immediato senza un manager in sella.
Il primo nodo è cronometrico: entro il prossimo 30 giugno vanno sbloccate e decretate le procedure di progressione verticale del personale. Un blocco amministrativo danneggerebbe ingiustamente le aspettative di carriera dei dipendenti. In secondo luogo, resta da completare l'iter per il riconoscimento economico delle indennità dovute per le festività infrasettimanali.
Ma le preoccupazioni più grandi investono le infrastrutture e l'assistenza sul territorio. Il sindacato teme lo stop ai lavori e all'avvio delle Case di comunità e degli Ospedali di comunità, opere strategiche finanziate con fondi europei che rischierebbero di rimanere cattedrali nel deserto. A questo si aggiunge lo spettro dell'estate: con i piani ferie del personale e la necessità di distaccare unità verso le nuove strutture territoriali, i presidi ospedalieri della provincia rischiano di svuotarsi.
“Senza una direzione strategica nel pieno delle sue funzioni – conclude la segreteria della Cisl Fp – non potranno essere garantite le assunzioni d’urgenza, gli atti propedeutici alle proroghe dei contratti a tempo determinato in scadenza o l’attivazione dei bandi di mobilità, con il serio rischio che molti reparti collassino. Occorre quindi fare presto”.
La palla passa adesso alla politica palermitana, chiamata a nominare un sostituto prima che la carenza di organico e i nodi burocratici trasformino i reparti ospedalieri in trincee insostenibili.