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L'appello degli ambientalisti di Vittoria: "Aiutateci a ripulire il boschetto di via Rocco Chinnici"

Un primo intervento aveva sortito gli effetti sperati. Ora c'è bisogno di completare l'opera

15 Luglio 2026, 18:52

19:00

L'appello degli ambientalisti di Vittoria: "Aiutateci a ripulire il boschetto di via Rocco Chinnici"

Il manifesto che promuove l'iniziativa

Nel boschetto di via Rocco Chinnici, nella zona artigianale di Vittoria, sabato mattina torneranno i volontari di Terre Pulite. Non sarà una semplice raccolta di rifiuti, ma un gesto di resistenza civica: un appello diretto a chi ha ancora a cuore la città e il rispetto per l’ambiente. L’iniziativa nasce dalla volontà di difendere uno dei pochi polmoni verdi rimasti in area urbana, troppo spesso abbandonato all’incuria e trasformato in discarica da chi continua a ignorare le regole basilari della convivenza civile.

I volontari inizieranno all’alba, dalle 6, e proseguiranno fino alle 9:30‑10:00, prima che il caldo renda impossibile lavorare. Non ci sarà un orario rigido: c’è chi arriverà prestissimo e chi si unirà più tardi. L’importante è esserci, anche solo per un’ora, per dimostrare che il territorio non si cambia con le parole, ma con la presenza e con l’esempio.

«Non servono eroi — spiegano i volontari e in particolare Andrea Di Priolo —. Il boschetto, che si trova accanto all’area utilizzata per l’elisoccorso, è un luogo che dovrebbe essere tutelato e valorizzato, non lasciato al degrado. La raccolta di sabato vuole essere un segnale chiaro: il verde pubblico è un bene comune e va difeso, soprattutto quando è fragile e minacciato dall’inciviltà.»

Per partecipare, gli organizzatori raccomandano scarpe chiuse da trekking o da lavoro, pantaloni lunghi, guanti, e — per chi lo desidera — mascherina e repellente per insetti. Precauzioni semplici, ma necessarie per garantire sicurezza e ordine durante l’attività.

L’appello è rivolto a tutti: a chi vive a Vittoria, a chi ci lavora, a chi non sopporta più di vedere spazi pubblici ridotti a discariche. Perché il territorio non cambia da solo. Cambia quando i cittadini decidono di prendersene cura, insieme.