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il dibattito

Caso Maddalusa e vincoli del Parco, Legambiente fa scudo: "Agrigento non può tornare indietro di 30 anni"

L'associazione ambientalista interviene sul dibattito politico relativo alla riperimetrazione del Parco. Dalle leggi storiche alle sentenze della Consulta: "Nessun margine per sanare l'edilizia illegale nelle aree protette"

23 Luglio 2026, 17:13

17:21

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Daniele Gucciardo

Mentre il dibattito politico attorno al quartiere abusivo di Maddalusa infiamma i banchi dell'Assemblea Regionale Siciliana e del Consiglio comunale, il Circolo Rabat di Legambiente Agrigento interviene con fermezza per sbarrare la strada a qualsiasi ipotesi di revisione delle tutele ambientali nella Valle dei Templi. Attraverso una nota firmata dal presidente Daniele Gucciardo e diffusa dall'ufficio stampa regionale dell'associazione, il cigno verde traccia una linea d'ombra invalicabile sul passato: ridiscutere i confini del Parco per "salvare" le case abusive significa far piombare la città indietro di tre decenni.

Legambiente esprime pieno sostegno alla posizione del primo cittadino Michele Sodano, ricordando le sue recenti parole («Ad Agrigento ci sono cose molto più importanti di cui mi devo occupare, la riperimetrazione della Valle dei Templi non è una cosa di cui mi devo occupare»). Una presa di posizione che per gli ambientalisti rafforza un principio fondamentale: in trent'anni la sensibilità sociale sulla tutela del territorio è cambiata radicalmente, fino a trovare pieno riconoscimento nella stessa Costituzione italiana.

La nota ripercorre le tappe normative che hanno blindato la cosiddetta "Zona A" a vincolo assoluto – dal Decreto Gui-Mancini del 1968 alla legge istitutiva del Parco del 2000, passando per il Decreto Nicolosi e il condono dell'85 – sottolineando come la Corte Costituzionale abbia sistematicamente bocciato ogni tentativo regionale di sanatoria in aree protette.

Nel mirino dell'associazione finiscono anche le manovre d'aula e la recente convocazione della Commissione Ambiente all'Ars sollecitata dall'onorevole Ismaele La Vardera. Secondo Gucciardo, da un lato vi sarebbe il tentativo del centrodestra di scaricare la patata bollente sul sindaco, dall'altro una sfida politica che rischia di generare pericolose ambiguità. «Non è una questione di destra o di sinistra – conclude il presidente di Legambiente – ma un principio di legalità che tutti dovrebbero osservare. Sarebbe necessario un chiarimento netto sull'abusivismo nella Valle per evitare ostacoli all'azione amministrativa».