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Giornata del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo

Marcinelle, il ricordo di Agrigento: Pendolino onora le vittime e chiede più sicurezza sul lavoro

Il presidente del Libero Consorzio Commemora i minatori caduti nel 1956 in Belgio, ricordando gli emigrati agrigentini morti per dare un futuro alle proprie famiglie

08 Agosto 2026, 11:01

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Marcinelle, il ricordo di Agrigento: Pendolino onora le vittime e chiede più sicurezza sul lavoro

Un dovere della memoria che unisce il dolore del passato alla responsabilità del presente. In occasione della Giornata Nazionale del Sacrificio del Lavoro Italiano nel Mondo, l'8 agosto riporta al centro della riflessione collettiva la tragedia della miniera di Bois du Cazier a Marcinelle, avvenuta nel 1956, dove persero la vita 262 lavoratori, tra cui 136 italiani. Una pagina drammatica della nostra storia che il presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, ha voluto commemorare con un accorato messaggio rivolto a tutta la comunità agrigentina.

«L'8 agosto è una data che richiama l'intero Paese al dovere della memoria», dichiara il presidente Pendolino. «Marcinelle rappresenta una delle pagine più dolorose della nostra storia nazionale e il simbolo del sacrificio di migliaia di italiani che lasciarono la propria terra per cercare lavoro e offrire un futuro migliore alle loro famiglie.»

Nel suo intervento, la massima carica dell'Ente d'area vasta si sofferma sull'indissolubile legame tra la drammatica vicenda belga e il territorio agrigentino. Tra i minatori scesi nel buio del Bois du Cazier, infatti, c'erano anche molti figli della terra girgentana, partiti per sfuggire alla miseria del dopoguerra e approdati nelle viscere della terra nel Nord Europa.

«Tra quei volti, quelle storie e quei sacrifici c'erano anche tanti uomini della provincia di Agrigento», prosegue Pendolino. «I nostri emigrati hanno affrontato con coraggio la lontananza dagli affetti, il peso della nostalgia e condizioni di lavoro spesso durissime, contribuendo con il loro impegno alla crescita economica e sociale dei Paesi che li hanno accolti. A loro dobbiamo gratitudine e rispetto, perché con il loro lavoro hanno onorato la nostra terra e rappresentato, con dignità e sacrificio, i valori più autentici della Sicilia

Tuttavia, il ricordo della tragedia del 1956 non vuole essere un mero esercizio retorico. Il presidente del Libero Consorzio rimarca come la ricorrenza dell'8 agosto debba trasformarsi in una presa di coscienza sul presente, sul valore della tutela nei luoghi di lavoro e sulla lotta contro ogni forma di sfruttamento.

«Ricordare Marcinelle significa ribadire che il lavoro deve essere sempre sinonimo di dignità, tutela e speranza, mai di sfruttamento o di morte», sottolinea con fermezza. «La memoria di quella tragedia continua a interrogarci e ci richiama alla responsabilità di promuovere una cultura della sicurezza e del rispetto della persona, affinché simili drammi non abbiano più a ripetersi.»

Un monito, quello lanciato dalla Prefettura e dalle istituzioni locali, che intende trasformare la lezione della storia in una rotta da seguire per il futuro delle giovani generazioni.

«Nel rendere omaggio alle vittime di Marcinelle e a tutti gli emigrati agrigentini che hanno costruito con il loro sacrificio il futuro delle proprie famiglie», conclude Giuseppe Pendolino, «il Libero Consorzio Comunale di Agrigento rinnova il proprio impegno a custodire questa memoria come patrimonio civile e morale della nostra comunità. Perché una terra che ricorda chi è partito e chi ha sofferto per il lavoro è una terra che guarda al futuro con maggiore consapevolezza, responsabilità e umanità».