La vertenza
Sciacca e Porto Empedocle, i pescatori scioperano: flotta in porto dal 1° ottobre contro il caro carburante
La battaglia è anche per le restrizioni europee e una crisi che rende antieconomica la pesca
Una decisione unanime, maturata dopo settimane di preoccupazione e tensione. I pescatori di Sciacca e quelli di Porto Empedocle hanno deciso questa mattina dopo un'assemblea che, alla conclusione del fermo biologico prevista per mercoledì prossimo 30 settembre, i pescherecci non riprenderanno l'attività . Da giovedì 1 ottobre l'intera flotta resterà ormeggiata in porto in segno di protesta contro una crisi che il comparto definisce ormai drammatica. Una scelta forte, condivisa dall'intera marineria saccense, che segue analoghe iniziative annunciate anche dai pescatori di altre città marinare e che punta ad accendere i riflettori delle istituzioni regionali e nazionali su un settore da sempre pilastro dell'economia cittadina. La protesta nasce dalla consapevolezza che uscire in mare, oggi, per molte imprese della pesca significa lavorare in perdita.

Il rincaro dei carburanti rappresenta soltanto la punta dell'iceberg di una situazione che negli ultimi anni è diventata sempre più complessa. Il costo del gasolio incide in maniera pesantissima sui bilanci delle imprese armatoriali, riducendo al minimo i margini di guadagno e rendendo spesso antieconomiche le battute di pesca. A fronte di spese in continua crescita, i ricavi non riescono più a garantire la sostenibilità delle attività. Il caro carburante si inserisce in un quadro già compromesso da numerose altre criticità . Gli operatori del settore denunciano infatti i pesanti effetti delle normative europee che hanno introdotto restrizioni sempre più stringenti, riducendo giornate lavorative, aree consentite e possibilità operative delle flotte. Misure che, pur orientate alla tutela delle risorse ittiche, vengono percepite dalle marinerie come un ulteriore fattore di difficoltà per aziende già alle prese con una profonda crisi economica. La mobilitazione della marineria di Sciacca apre adesso una nuova fase di confronto con le autorità regionali.