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la vertenza

La protesta della pesca all’Ars, le marinerie agrigentine sul filo della crisi

Armatori e pescatori chiedono aiuti immediati contro il caro carburante

05 Ottobre 2026, 09:02

09:10

La protesta della pesca all’Ars, le marinerie agrigentine sul filo della crisi

La protesta non si ferma. Anzi, si allarga e si irrigidisce. Le marinerie agrigentine di Sciacca, Licata, Porto Empedocle, insieme a quelle di Porto Palo di Capo Passero, Scoglitti, Trapani e Pozzallo oggi saranno a Palermo per chiedere risposte immediate al governo regionale sulla crisi che sta travolgendo il comparto della pesca. Al centro dell'incontro con l'assessore regionale alla Pesca, Luca Sammartino, ci sono le richieste avanzate nelle ultime settimane da armatori e pescatori, che continuano a ribadire un concetto semplice quanto drammatico: nelle condizioni attuali tornare in mare non è economicamente sostenibile. La mobilitazione è il risultato di una lunga serie di assemblee svolte nei principali porti dell'Isola. A Sciacca e Porto Empedocle, negli ultimi incontri, il settore ha confermato la volontà di proseguire lo stop alle attività, ritenendo insufficienti le risposte finora arrivate dalle istituzioni. Il malcontento cresce e la tensione pure: non viene esclusa l'ipotesi di azioni di protesta ancora più incisive se nei prossimi giorni non arriveranno provvedimenti concreti. A pesare è soprattutto l'emergenza carburanti.

L'impennata dei costi di gestione ha messo in ginocchio imprese e equipaggi, erodendo margini già ridotti e rendendo sempre più difficile garantire la sostenibilità economica delle attività. Una situazione che, secondo gli operatori, rischia di provocare conseguenze irreversibili per un settore strategico dell'economia costiera siciliana. Neppure il via libera della Terza commissione attività produttive dell'Ars ai decreti attuativi per i contributi contro il caro carburante è riuscito a spegnere la protesta. Le risorse stanziate nell'ambito della legge regionale 13/2026 vengono considerate un primo segnale, ma non sufficiente rispetto alla gravità della crisi in atto. I pescatori chiedono interventi più robusti e soprattutto tempi rapidi, contestando ritardi burocratici che rischiano di rendere inefficaci gli aiuti.

Tra le rivendicazioni figurano il pagamento delle indennità legate al fermo biologico, l'attivazione di finanziamenti agevolati, la proroga del credito d'imposta fino al 2026, la sospensione di mutui e il ripristino degli sgravi previsti dalla legge 30/98. L'attenzione è puntata sull'incontro di oggi a Palermo, ma la categoria è già pronta a rilanciare la mobilitazione: per il 7 ottobre è previsto un concentramento regionale davanti all'Assemblea regionale siciliana.