il caso
Mercato coperto di Ballarò, lo Iacp diffida il comune di Palermo: «Basta inerzia, a rischio 4,7 milioni di euro»
Il progetto per 15 alloggi è bloccato: dopo la consegna delle chiavi l'amministrazione non ha preso in carico gli immobili
Un ambizioso progetto di riqualificazione da 4,7 milioni di euro, finanziato dall’Unione europea per portare alloggi popolari e rinnovamento nel cuore dell’Albergheria, si è trasformato in un paradosso burocratico che rischia anche di fare perdere le somme e doverle restituire.
Il paradosso sta nel fatto che il Suap, lo Sportello unico attività produttive del Comune, ha chiesto all’Iacp, Istituto autonomo case popolari, informazioni sulla scadenza del vincolo quinquennale dei fondi europei per il progetto nel quartiere, ma stando a quanto dice l’Iacp è proprio il Comune che sta mettendo a rischio l’operazione.
L’obiettivo del progetto era, ed è, nobile: «Potenziare il patrimonio pubblico», «incrementare la disponibilità di alloggi per categorie fragili» e «migliorare la qualità del contesto urbano» del quartiere. Anche la storia era iniziata bene. L’Iacp era riuscito a navigare le complessità burocratiche e a portare a termine un’opera imponente che prevedeva la realizzazione di 15 alloggi popolari e la nuova copertura del mercato di Ballarò.
Dopo l’aggiudicazione del contratto nel 2020, i lavori sono stati ufficialmente conclusi nel novembre 2024. L'Iacp a quel punto ha consegnato le chiavi al Comune in qualità di “Ente Utilizzatore”, ma il Comune non ha mai preso in carico le strutture, come invece previsto da un preciso protocollo d’intesa.
Da quel momento l'opera è finita in un buco nero amministrativo, non è gestita, non è sorvegliata e c’è il rischio concreto di dover restituire i 4,7 milioni di euro. L’Istituto ha sollecitato l’amministrazione più volte, senza ricevere alcuna risposta. Di contro ha ricevuto la richiesta di informazioni da parte del Suap alla quale ha risposto alla fine dello scorso dicembre con una Pec a firma del direttore Giuseppe Chiarelli e che suona come un ultimatum. Nella Pec si legge di «una grave inadempienza da parte del Comune». A seguito di un’ispezione dello scorso ottobre, l’Autorità di Audit europea, ha messo nero su bianco che «i quindici alloggi realizzati negli isolati 2C e 2D risultano completati, collaudati e fruibili», così come la copertura grande del mercato storico in piazza del Carmine a Ballarò, ultimata e collaudata il 30 aprile 2025. Ma ha anche evidenziato una copertura in degrado, già vandalizzata e occupata da venditori non autorizzati, con lavabi e lavandini danneggiati o rimossi. Una situazione che per l’Audit danneggia l'immagine dell'Unione europea violando le norme che impongono il mantenimento dell'investimento per almeno cinque anni. Nella stessa area, ricorda l’Iacp, che un altro intervento è andato a buon fine seppur rimanga sotto controllo dell’Audit: cinque alloggi già assegnati seguendo le graduatorie comunali e una piccola copertura in ferro consegnata.
L’amministrazione, si legge ancora nella Pec, ha ora quindici giorni di tempo per prendere finalmente in carico la gestione, diversamente l’Iacp procederà a una consegna forzata «in presenza di testimoni». E ad attendere una risposta c’è anche un quartiere che non chiede miracoli, chiede solo che le cose funzionino. Commentano il consigliere comunale M5s Antonino Randazzo e del gruppo misto in prima circoscrizione Massimo Castiglia: «La responsabilità di tutto quello che sta accadendo è della latitanza del Comune, in particolare della componente legata a Cuffaro a partire dall’assessore Forzinetti con la complicità del sindaco Lagalla».