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Il caso ad Agrigento

Ottengono i permessi di soggiorno grazie a falsi contratti di lavoro, 22 indagati

Secondo la Mobile sarebbe stato creato un sistema illecito per favorire migranti di nazionalità brasiliana, che per ottenere la cittadinanza, avrebbero pagato tra 3.500 e 5.000 euro

15 Febbraio 2026, 05:13

Ottengono i permessi di soggiorno grazie a falsi contratti di lavoro, 22 indagati

Un migrante mostra il permesso di soggiorno ottenuto

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Hanno stipulato contratti di lavoro fittizi, dietro la presentazione di falsa documentazione, e hanno ottenuto il permesso di soggiorno, nonostante non avessero una reale occupazione come prevede la legge. Un sistema illecito che avrebbe favorito numerosi soggetti di nazionalità brasiliana, che per ottenere la cittadinanza, avrebbero pagato somme comprese tra 3.500 e 5.000 euro. Quello scoperchiato dai poliziotti della Squadra mobile di Agrigento sarebbe un maxi giro di corruzione legato al rilascio dei permessi di soggiorno in provincia.
La Procura di Agrigento, guidata dal procuratore Giovanni Di Leo, aveva chiesto delle misure cautelari nei confronti di 14 dei 22 indagati ma sono state tutte rigettate. Coinvolti un sindaco, pubblici ufficiali, titolari di agenzie, un avvocato, ispettori della polizia locale e una vicesindaca. Le richieste sono state tutte rigettate dal gip del tribunale di Agrigento, Alberto Lippini, e adesso la Procura ha presentato ricorso al Tribunale del Riesame di Palermo. Le udienze sono fissate a marzo. L’attività investigativa, svolta dalla Mobile, coinvolge diversi comuni della provincia: Aragona, Comitini, Camastra, Naro, Porto Empedocle, Raffadali e Siculiana. Tra le richieste avanzate al gip quella degli arresti domiciliari per il sindaco di Camastra, Dario Gaglio.

L’indagine è nata alcuni anni fa quando all’ufficio Immigrazione, si sono presentati a turno di uno, o al massimo due per volta, diverse richieste. Un flusso che sarebbe andato avanti chissà fino a quando, se i poliziotti non si sarebbero insospettiti. Secondo l’accusa, centinaia di cittadini brasiliani sono arrivate in provincia di Agrigento per ottenere la cittadinanza grazie a documenti fasulli. Gli inquirenti hanno accertato come i richiedenti fossero consapevoli delle tangenti, scoprendo una sorta di "tariffario", calibrato sulle possibilità economiche dei clienti.
Le due agenzie avrebbero gestito ogni fase con la complicità istituzionale. Si sarebbero occupato anche del trasporto dei sudamericani, alla loro sistemazione in abitazioni prese in affitto, spesso di proprietà di parenti di pubblici dipendenti, fino alla produzione di attestazioni lavorative inesistenti. In cambio, i brasiliani avrebbero pagato anche cinque mila euro per ottenere il documento rilasciato dalla Questura e potersi muovere liberamente in Europa.