Il caso ad Agrigento
Ottengono i permessi di soggiorno grazie a falsi contratti di lavoro, 22 indagati
Secondo la Mobile sarebbe stato creato un sistema illecito per favorire migranti di nazionalità brasiliana, che per ottenere la cittadinanza, avrebbero pagato tra 3.500 e 5.000 euro
Un migrante mostra il permesso di soggiorno ottenuto
Hanno stipulato contratti di lavoro fittizi, dietro la presentazione di falsa documentazione, e hanno ottenuto il permesso di soggiorno, nonostante non avessero una reale occupazione come prevede la legge. Un sistema illecito che avrebbe favorito numerosi soggetti di nazionalità brasiliana, che per ottenere la cittadinanza, avrebbero pagato somme comprese tra 3.500 e 5.000 euro. Quello scoperchiato dai poliziotti della Squadra mobile di Agrigento sarebbe un maxi giro di corruzione legato al rilascio dei permessi di soggiorno in provincia.
La Procura di Agrigento, guidata dal procuratore Giovanni Di Leo, aveva chiesto delle misure cautelari nei confronti di 14 dei 22 indagati ma sono state tutte rigettate. Coinvolti un sindaco, pubblici ufficiali, titolari di agenzie, un avvocato, ispettori della polizia locale e una vicesindaca. Le richieste sono state tutte rigettate dal gip del tribunale di Agrigento, Alberto Lippini, e adesso la Procura ha presentato ricorso al Tribunale del Riesame di Palermo. Le udienze sono fissate a marzo. L’attività investigativa, svolta dalla Mobile, coinvolge diversi comuni della provincia: Aragona, Comitini, Camastra, Naro, Porto Empedocle, Raffadali e Siculiana. Tra le richieste avanzate al gip quella degli arresti domiciliari per il sindaco di Camastra, Dario Gaglio.
Le due agenzie avrebbero gestito ogni fase con la complicità istituzionale. Si sarebbero occupato anche del trasporto dei sudamericani, alla loro sistemazione in abitazioni prese in affitto, spesso di proprietà di parenti di pubblici dipendenti, fino alla produzione di attestazioni lavorative inesistenti. In cambio, i brasiliani avrebbero pagato anche cinque mila euro per ottenere il documento rilasciato dalla Questura e potersi muovere liberamente in Europa.