Le indagini
Tentato femminicidio: caccia all'uomo terminata, Giovanni Platania è stato catturato a Picanello
Il 56enne era scappato ieri sera a piedi dopo aver accoltellato l'ex moglie. Era uscito dal carcere da un mese
È durata 14 ore la "latitanza" di Giovanni Platania, il 56enne che ieri ha accoltellato l'ex moglie in via Villa Glori. I carabinieri lo hanno trovato a Picanello, a pochi metri dunque dalla scena del crimine. Ora è in caserma a piazza Verga: sarà sicuramente sentito dal procuratore aggiunto Liliana Todaro, che sta coordinando le indagini sul tragico fatto di sangue. Una volta che si saranno eseguiti i riti procedurali si spiccherà il fermo e poi il trasferimento in carcere.
Platania, con precedenti per furti e rapine, era uscito dal carcere da pochissime settimane. Da quel giorno aveva provato a riallacciare il matrimonio conclusosi durante la detenzione. Ma la 51enne ha rifiutato l'idea di tornare assieme. Un diniego che lo avrebbe reso nervoso e ansioso. Ieri sera è salito in sella al Kimko grigio e ha raggiunto la donna davanti al bazar di via Villa Glori.
La dinamica dell'aggressione non è ancora delineata. Non è chiaro ancora se prima che l'uomo scatenasse la sua furia sul corpo della donna ci sia stata una lite. La 51enne è stata colpita con un coltello da cucina in più parti del corpo: il giubbotto rosa rimasto ieri sull'asfalto e poi recuperato dagli uomini della Sis era pieno di sangue. L'uomo ha lasciato l'arma e lo scooter ed è fuggito di corsa. Mentre la titolare del negozio, sotto shock per quello che stava accadendo, chiamava l'ambulanza.
La donna è in gravissime condizioni alla clinica Morgagni, dove è stata trasferita dal Cannizzaro per essere sottoposta a un intervento di cardiochirurgia. Dalla direzione sanitaria del centro di Pedara fanno sapere che «la paziente è ricoverata presso la Terapia Intensiva», ha subito «gravi lesioni traumatiche che hanno interessato diversi organi. Al momento - continua la nota - le sue condizioni sono stabili e sotto stretto controllo. L’entità e la gravità del quadro clinico hanno richiesto un intervento tempestivo e coordinato da parte di più équipes specialistiche. Sono stati coinvolti i reparti di cardiochirurgia, chirurgia toracica, chirurgia addominale, radiologia/imaging e anestesia, operando in sinergia con la Direzione del Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare e la Direzione Sanitaria. Questo approccio multidisciplinare ha permesso di gestire con efficacia le complesse esigenze della paziente. Attualmente, la paziente si trova in terapia intensiva in respiro spontaneo e viene monitorata costantemente nei suoi parametri vitali, al fine di garantire una pronta risposta a qualsiasi variazione del suo stato clinico».
Platania era stato scarcerato esattamente il giorno della festa delle Donne, l’8 marzo scorso. L’uomo è stato individuato da carabinieri in piazza Giambattista Pergolesi, nello stesso quartiere dell’aggressione e condotto al comando provinciale dell’Arma. In caserma è stato sottoposto ai preliminari rilievi da parte di carabinieri della Sezione investigazioni scientifiche che è riuscita a isolare campioni di sangue dai suoi indumenti per essere analizzati.
La coppia ha quattro figli, di cui uno minorenne e, secondo quanto emerso nelle prime fasi investigative, il gesto sarebbe maturato in un contesto di forte conflittualità familiare.
