×

l'inchiesta

Truffa del gasolio agricolo: il Gip ribalta il caso, imprenditori da indagati a vittime

Decine di braccianti e titolari di aziende erano finiti nel mirino delle Dogane per presunte fatture gonfiate a loro insaputa

15 Aprile 2026, 07:15

07:20

tribunale-agrigento

Seguici su

Da indagati a persone offese. Sono amministratori e titolari di aziende agricole, imprenditori e braccianti agricoli, tutti licatesi. Al centro della vicenda vi è una società, la “Malfitano C&C Petroli di Vicari Giovanna”, con sede a Licata che commercializza prodotti petroliferi, finita nell’occhio del ciclone per una presunta maxi evasione di accise e Iva.

I due amministratori della società, infatti, avrebbero sottratto gasolio agricolo agevolato, all’accertamento o al pagamento dell’accisa, in particolare emettendo fatture per la cessione del gasolio contenenti quantitativi eccedenti le assegnazioni di carburante agevolato ad ignari acquirenti.

E i clienti, già indagati e colpiti da pesanti sanzioni amministrative dopo i controlli dell’Agenzia delle Dogane, da sempre sostengono di essere estranei ai fatti, e adesso si sono visti accogliere la prima richiesta.

Il gip del Tribunale di Agrigento, Alberto Lippini, condividendo le tesi di legali difensori, numerosi dei quali rappresentati dall’avvocato Francesco Cottone, ha rigettato la richiesta di archiviazione della Procura, e disposto la restituzione degli atti al pubblico ministero, affinché possa formulare l’imputazione nei confronti dei due amministratori della società petrolifera, poiché «sembrano sussistere gli elementi per il reato di truffa».

La vicenda risale al periodo 2019-2022.

Decine di imprenditori indotte in errore credendo nella genuinità delle operazioni consistite, con artifici e raggiri, nell’emissione di fatture false per quantitativi di gasolio superiori a quelli effettivamente consegnati ai clienti. Il gasolio veniva venduto a terzi non autorizzati evadendo Iva e accise.

«A fronte di ciò le persone offese subivano un danno a titolo di Iva, accise, nonché a titolo di multe e sanzioni, come emerge dai verbali di verifica e contestazioni e dell’Ufficio delle Dogane», come si legge nell’ordinanza di rigetto della richiesta di archiviazione.

I legali hanno evidenziato che la gestione circa l’acquisto del gasolio era demandata allo stesso amministratore della società petrolifera, il quale disponeva dei libretti Uma degli acquirenti e aveva consegnato agli stessi la quantità di gasolio spettante loro per legge ma, di fatto, si sarebbe appropriato della quantità di gasolio eccedente la quota autorizzata.