risarcimento
Morte Chiara La Mendola: il Comune di Agrigento citato in giudizio dai genitori
Una buca in viale Cavaleri Magazzeni costò la vita alla giovane nel 2013. I periti hanno confermato che l'Ente aveva personale e mezzi per mettere in sicurezza la strada
A distanza di oltre dieci anni da quel tragico 30 dicembre 2013, la ferita per la morte di Chiara La Mendola resta aperta e, oggi, si sposta con rinnovata forza nelle aule civili. I genitori della ventiquattrenne agrigentina, strappata alla vita da un fatale incidente sul viale Cavaleri Magazzeni, hanno citato in giudizio il Comune di Agrigento. La richiesta è netta: la condanna dell'ente al risarcimento del danno per la perdita incolmabile della figlia.
La mossa dei familiari arriva sulla scia di una verità processuale ormai scolpita nella pietra. Il 23 ottobre 2024, infatti, la Corte di Cassazione ha messo il sigillo definitivo sulla condanna a un anno di reclusione per omicidio colposo a carico di due figure chiave del Palazzo dei Giganti: l’ex dirigente Giuseppe Principato e il responsabile della viabilità Gaspare Triassi. Per i giudici, quella morte non fu un caso del destino, ma la conseguenza di un omissione.
Le sentenze hanno accertato che il Comune possedeva i mezzi e il personale necessari per intervenire su quella buca killer che causò la caduta mortale. La giustificazione della "carenza di fondi", spesso sollevata come scudo burocratico, è crollata davanti all'evidenza: si sarebbe potuto, e dovuto, almeno segnalare il pericolo. Nonostante il peso delle condanne penali definitive ai propri funzionari, il Comune di Agrigento ha deciso di costituirsi in giudizio per resistere alla richiesta risarcitoria, aprendo così un nuovo capitolo di una battaglia legale che sembra non avere fine.