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Aeroporto di Agrigento, Pendolino avvisa il Ministero: "Ora servono atti concreti"
Il Libero Consorzio subordina i prossimi passaggi burocratici alla pubblicazione del decreto sul trasporto aereo. Pronta una nuova missione a Roma non appena saranno chiariti i termini operativi dello scalo della Valle dei Templi
Il sogno dello scalo aereo nella terra dei templi resta vivo, ma la politica agrigentina sceglie la linea del realismo e della concretezza. Dopo il delicato vertice romano svoltosi ieri presso la direzione generale dell'Enac, il presidente del Libero consorzio comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, ha fatto il punto della situazione in una conferenza stampa convocata nella sede dell'ex Provincia regionale. Il messaggio lanciato alle istituzioni superiori è limpido: l'ente locale ha fatto e continuerà a fare la propria parte, ma la palla passa adesso a Roma e Palermo.
«Il Libero consorzio ha fatto tutti gli sforzi possibili per l’aeroporto della Valle dei Templi», ha esordito con fermezza Pendolino, cifre alla mano. Fino a questo momento l'ente ha già investito 600 mila euro ed è pronto a mettere a bilancio nuove risorse, impegnandosi in prima persona per la complessa redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica. Lo scoglio principale, tuttavia, non è finanziario ma burocratico e programmatico. «Ad oggi – ha spiegato il presidente – aspettiamo il redigendo piano nazionale dei trasporti. Abbiamo accolto con entusiasmo l'annuncio del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini sull’inserimento di Agrigento nella rete degli scali nazionali, ma fino a quando non avremo un atto concreto e scritto che lo certifichi, stabilendo in che modo e in quali termini dobbiamo muoverci, non possiamo fare altro che attendere».
Nel corso dell'incontro con i giornalisti, Pendolino ha anche voluto smorzare sul nascere le polemiche sollevate dalle recenti e guardinghe dichiarazioni del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. Nessun muro contro muro tra Palermo e Agrigento, assicura l'inquilino di via Porta di Mare, bensì una comune e comprensibile prudenza istituzionale.
«Escludo qualsiasi antagonismo da parte di Schifani nei confronti del nostro aeroporto, si tratta solo di cautela», ha precisato Pendolino. Il governatore dell'isola ha infatti invitato alla calma proprio in attesa del nuovo piano nazionale degli aeroporti. Solo dopo la pubblicazione del documento strategico ministeriale, come previsto espressamente dalle norme vigenti, si potrà attivare il tavolo di concerto tra il Libero consorzio, la Regione e lo Stato per individuare le soluzioni operative e i finanziamenti idonei. La macchina agrigentina è pronta a ripartire per la capitale non appena arriveranno i chiarimenti richiesti: l'obiettivo comune resta quello di tracciare una strada chiara e definitiva per trasformare l'infrastruttura da eterno miraggio a solida realtà.
Pendolino ha inoltre tracciato un bilancio del suo primo anno alla guida del Libero Consorzio evidenziando, tra gli altri, i forti investimenti su scuole e rete viaria. Per questi due settori di intervento sono stati appaltati oltre 70 milioni di euro, tra cui i fondi di bilancio post assestamento (10.500.000 per le strade, 4 milioni per le scuole e 2,5 milioni per gli immobili di proprietà dell'Ente). Tra i numerosi lavori appaltati sulla rete viaria ha evidenziato un asse viario strategico, ovvero il collegamento tra le SS 115 e 189, la cosiddetta strada Mare Monti, che ha ricevuto un finanziamento regionale di oltre 19 milioni di euro per i quattro lotti del progetto).
Pendolino ha evidenziato il notevole sforzo dell'Ente nel miglioramento delle condizioni degli immobili scolastici, e l'impegno in settori strategici come Ambiente, Turismo e Cultura, le attività di bonifica, controllo e repressione sul territorio per abbandono di rifiuti e reati contro l'ambiente, la ripresa delle attività di promozione con contributi ai comuni e partecipazione ad importanti eventi fieristici nazionali. Evidenziata anche l'attività dell'Ufficio di protezione Civile, con la nuova sala operativa e il sistema di monitoraggio dei corsi d'acqua per prevenire il rischio esondazioni, e l'aumento delle ore lavorative settimanali per il personale ex precario da 30 a 34.