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maxi-blitz

Cantieri pericolosi, telecamere spia e una valanga di operai in nero

Il mercato sommerso dell'illegalità: maxi-blitz dell’Ispettorato del lavoro nell'Agrigentino

19 Maggio 2026, 14:08

14:10

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Un vero e proprio terremoto nel tessuto economico e imprenditoriale della provincia di Agrigento. Cantieri edili trasformati in trappole sospese nel vuoto, panifici e bar che ignoravano le più basilari norme di sicurezza, negozi sorvegliati da "occhi elettronici" abusivi e, soprattutto, una piaga che non accenna a sanarsi: il lavoro nero. È la fotografia spietata e dettagliata che emerge dall'imponente attività di vigilanza strategica condotta, nelle ultime due settimane, dagli ispettori del Contingente INL (Ispettorato nazionale del lavoro) in servizio ad Agrigento. Una task force che ha setacciato palmo a palmo il capoluogo e diversi centri della provincia, colpendo duro nei settori dell'edilizia, della panificazione, del commercio e dei pubblici esercizi. Il bilancio finale è pesantissimo: attività sequestrate o sospese, sanzioni stratosferiche e una fitta rete di illeciti penali e amministrativi accertati.

Il viaggio nell'illegalità comincia dai ponteggi dell'edilizia, da sempre comparto critico per la vita dei lavoratori. In un cantiere controllato dagli ispettori, su tre soli operai presenti, uno è risultato completamente sconosciuto allo Stato. Ma a spaventare i tecnici dell'INL sono state le condizioni strutturali: mancavano i parapetti protettivi sull'impalcato e il ponteggio presentava un distacco superiore a 20 centimetri dalla parete, esponendo le maestranze a un costante rischio di caduta nel vuoto. Il cantiere è stato immediatamente bloccato con un provvedimento di sospensione dall'attività (costato 2.500 euro), a cui sono seguite pesanti prescrizioni per omessa sorveglianza sanitaria e totale mancanza di formazione dei lavoratori. Il conto finale per il titolare è una mazzata: 6.900 euro di ammende penali e 3.900 euro di maxisanzione per il lavoro sommerso.

Lo scenario non migliora spostandosi nei laboratori dell'agroalimentare. In un panificio della provincia, il blitz ha portato a galla due lavoratori in nero su cinque. Anche in questo caso è scattata l’immediata serrata dell'attività imprenditoriale (2.500 euro) accompagnata da sanzioni severissime. I dipendenti lavoravano senza visite mediche preventive e senza alcuna formazione sui rischi legati alla sicurezza. Risultato: 3.200 euro di ammende e una maxisanzione per lavoro nero che è schizzata a 7.800 euro.

Il picco delle irregolarità è stato tuttavia toccato nel settore della movida e della ristorazione, dove gli ispettori hanno passato al setaccio quattro aziende tra bar, pasticcerie e gelaterie. Nel primo bar è crollato il muro della privacy: i titolari avevano installato un impianto di videosorveglianza completamente illegittimo per spiare i dipendenti. Per la rimozione coatta è scattata un'ammenda di 380 euro, a cui si sono aggiunti altri 2.200 euro di sanzione perché il Responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) non aveva mai effettuato i corsi di formazione obbligatori. Nel secondo bar-pasticceria, su quattro dipendenti uno è risultato in nero: attività sospesa (2.500 euro), maxisanzione da 3.900 euro, 3.200 euro di ammende per i corsi sulla sicurezza fantasma e, per non farsi mancare nulla, un secondo impianto di telecamere spia rimosso con sanzione da 380 euro.

Se in una gelateria della provincia sono state riscontrate violazioni a tappeto sulla salute dei lavoratori (con ammende complessive per 5.500 euro), il vero "capolavoro" dell'illegalità è stato scoperto nel quarto bar controllato. Qui l'attività era totalmente fuori da ogni regola: due lavoratori presenti, entrambi in nero (il 100% della forza lavoro). Il locale era privo del DVR (Documento di valutazione dei rischi), non aveva mai costituito il servizio di prevenzione e protezione né tantomeno nominato un responsabile. Una condotta criminale che ha spinto gli ispettori a decretare la sospensione immediata del bar sia per il lavoro nero che per le gravi carenze strutturali della sicurezza, imponendo una sanzione di blocco pari a 5.500 euro. A questa si sono sommate ammende record per 7.800 euro e un'ulteriore maxisanzione per il lavoro nero da 7.800 euro.

L'ultimo capitolo del blitz ha riguardato il settore del commercio, dove le ispezioni hanno colpito due esercizi. Nel primo negozio, la scena si è ripetuta quasi identica al peggiore dei casi precedenti: un unico dipendente presente, completamente in nero, totale assenza di DVR e nessun servizio di prevenzione incendi o infortuni predisposto. Il locale è stato chiuso d'urgenza con un provvedimento da 5.500 euro, mentre il titolare è stato travolto da 7.800 euro di ammende, 3.900 euro di maxisanzione per lo sfruttamento della manodopera clandestina e i soliti 380 euro per l'ennesimo sistema di videosorveglianza installato in spregio alle leggi sullo Statuto dei lavoratori. Infine, nel secondo esercizio commerciale monitorato, l'unica ma significativa infrazione ha riguardato un impianto di telecamere privo di qualsiasi autorizzazione prefettizia, rimosso dagli ispettori con la conseguente sanzione di 380 euro.

Una piaga, quella dello sfruttamento e dell'insicurezza sui luoghi di lavoro, che l'Ispettorato nazionale del lavoro ad Agrigento promette di combattere senza sosta anche nelle prossime settimane, per restituire dignità ai lavoratori e tutelare le imprese che scelgono di operare nella legalità.