l'incompiuta
Banchina nord a Sciacca, la diffida dei commercianti fa centro: la Regione avvia la perizia d'urgenza
Il Rup incaricato di individuare gli interventi minimi di messa in sicurezza del sito. Si apre la strada per lo scorrimento della graduatoria e l'affidamento alla seconda ditta classificata
C’è voluta un diffida promossa da un comitato spontaneo di residenti e commercianti, affidata all’avvocato amministrativista Calogero Marino, perché la Regione Siciliana rompesse un silenzio durato anni sul contenzioso che ha paralizzato il cantiere per l’ampliamento della banchina riva nord. La risposta, firmata dal dirigente generale alle Infrastrutture Salvatore Lizzio, arriva dopo le segnalazioni di quanti da anni sono costretti a convivere con sporcizia, degrado, roditori e ricadute pesanti sulle loro attività. Una risposta indiretta, perché Lizzio si rivolge al Consorzio Conpat di Roma, l’impresa che vinse l’appalto salvo poi rinunciare, lasciando il cantiere in abbandono. Nel tempo si sono susseguite ipotesi mai concretizzate, compresa quella di affidare i lavori alla ditta seconda classificata. Solo oggi la Regione intima formalmente al Consorzio di ripristinare le condizioni di sicurezza entro dieci giorni, avvertendo che, in caso di ulteriore inadempienza, procederà con lavori in danno. Si tratta però di interventi minimi, non della ripresa del cantiere. Parallelamente, al Rup viene chiesto di predisporre con urgenza una perizia per individuare gli interventi necessari alla messa in sicurezza. Per l’avvocato Marino questa potrebbe essere la prima vera svolta, aprendo la strada all’affidamento dell’opera alla ditta che seguiva Conpat in graduatoria. Resta un dato: senza la diffida dei commercianti di Gaie di Garaffe, tutto sarebbe rimasto ancora una volta nel silenzio.