×

il ricorso

Loredana Miccichè alla presidenza della Corte d'Appello, ma la nomina della toga agrigentina finisce al Tar

l candidato escluso Paolo Micheli contesta i criteri del Csm. I giudici si esprimeranno sulla richiesta di sospensiva nella camera di consiglio del 26 maggio 2026

23 Maggio 2026, 12:36

12:40

Loredana Miccichè

Loredana Miccichè

C'è un pezzo di Agrigento ai vertici della magistratura italiana, anche se la prestigiosa nomina è adesso al centro di una delicata battaglia legale davanti alla giustizia amministrativa. La dottoressa Loredana Miccichè, magistrato di spicco e di fiere origini agrigentine, è stata nominata dal plenum del Consiglio superiore della magistratura (Csm) alla presidenza della Corte d'appello di Firenze, uno degli uffici giudiziari di vertice più rilevanti e delicati dell'intero ordinamento nazionale. Una scelta, quella dell'organo di autogoverno, che ha inteso premiare lo straordinario e poliedrico percorso professionale del magistrato, capace di alternare il lavoro sul campo nei tribunali a ruoli di alta amministrazione presso il ministero della Giustizia e all'interno dello stesso Csm.

Il prestigioso insediamento della dottoressa Miccichè nel capoluogo toscano è stato tuttavia congelato da un ricorso. Il dottor Paolo Micheli, uno dei candidati concorrenti alla medesima poltrona, ha infatti impugnato la delibera di nomina dinanzi al Tar del Lazio. Il ricorrente contesta i criteri di valutazione comparativa applicati dal Csm, censurando il giudizio finale che ha decretato la prevalenza della candidatura del magistrato agrigentino rispetto alla propria.

Di fronte al gravame, la dottoressa Miccichè non è rimasta a guardare e si è formalmente costituita in giudizio per tutelare la legittimità della propria nomina. Per farlo, ha deciso di affidarsi a due tra i più noti e autorevoli amministrativisti del foro siciliano, gli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia. I legali hanno depositato una memoria per dimostrare la totale infondatezza del ricorso e l'insussistenza dei presupposti per la concessione della sospensiva, rilanciando l'azione difensiva attraverso la proposizione di un ricorso incidentale condizionato.

La complessa partita giudiziaria entrerà nel vivo tra pochissimi giorni. Il primo confronto processuale è infatti fissato per la camera di consiglio del prossimo 26 maggio 2026, quando i giudici della prima sezione del Tar del Lazio saranno chiamati a pronunciarsi sulla richiesta di misura cautelare. Un verdetto attesissimo che stabilirà se confermare la guida della magistrata agrigentina a Firenze o se ridisegnare i vertici della corte toscana.