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Report Sole 24 Ore

Ad Agrigento la qualità della vita è a due velocità. Reggono i giovani, ma è allarme per bambini e anziani

Analisi dettagliata dei numeri che fotografano lo stato di salute del territorio. Un viaggio tra i paradossi di una provincia che premia i trentenni ma dimentica nonni e nipoti

25 Maggio 2026, 14:18

14:20

Ad Agrigento la qualità della vita è a due velocità. Reggono i giovani, ma è allarme per bambini e anziani

Un territorio di mezzo, sospeso tra la capacità di resistenza delle nuove generazioni e il crollo verticale dei servizi e delle tutele per le fasce più fragili della popolazione: l'infanzia e la terza età. È questa la fotografia a tinte scure che emerge per la provincia di Agrigento dall'ultimo report sulla qualità della vita pubblicato dal Sole 24 Ore, un'indagine che analizza nel dettaglio il benessere dei cittadini attraverso 107 graduatorie provinciali. Se la Sicilia in generale si conferma un'area in forte sofferenza strutturale, il focus sul territorio agrigentino svela un paradosso demografico ed economico che merita un'attenta riflessione.

Il limbo dei bambini: 92° posto in Italia

L'indice generico sulla qualità della vita dei bambini posiziona Agrigento al 92esimo posto su 107 province. Un dato indubbiamente negativo, specchio di carenze nei servizi scolastici, nel tempo pieno e nelle infrastrutture dedicate ai più piccoli, ma che paradossalmente evita alla città dei templi il baratro in cui sono sprofondate altre realtà dell'isola. La Sicilia si riscopre infatti drammaticamente ostile all'infanzia, con Ragusa, Palermo, Catania e Trapani a occupare stabilmente gli ultimissimi gradini della classifica nazionale.

I giovani resistono: Agrigento guida la Sicilia

La vera sorpresa del report – e nota di speranza per il futuro del territorio – arriva dall'indicatore dedicato ai giovani di età compresa tra i 15 e i 35 anni. In questo segmento, Agrigento riesce a posizionarsi a metà classifica, strappando un dignitoso 56esimo posto a livello nazionale. Si tratta del secondo miglior risultato della regione, superato solo dall'exploit di Enna (42°). Un dato che dimostra come, nonostante lo spettro storico dell'emigrazione intellettuale, la provincia mantenga una sua attrattività o quantomeno un equilibrio sociale ed espressivo per la fascia giovanile, staccando nettamente grandi centri metropolitani come Palermo (94°) e Catania (102°), quest'ultima fanalino di coda dell'isola.

Terza età e welfare: il dramma delle pensioni minime

Le note più dolenti e allarmanti arrivano però dal fondo della piramide demografica. Nella classifica generale sulla qualità della vita degli anziani, Agrigento scivola all'89esimo posto. A pesare come un macigno sul benessere della terza età è un dato economico drammatico che fotografa la vulnerabilità sociale del territorio: la provincia si colloca infatti al 105esimo posto in Italia (terzultimo assoluto) per l'importo medio delle pensioni annue di vecchiaia. Un dato che, unito alla carenza di servizi socio-assistenziali e sanitari dedicati, trasforma la vecchiaia in un percorso a ostacoli economico e assistenziale.

La sfida per la classe dirigente agrigentina è chiara: capitalizzare la tenuta demografica dei giovani per capovolgere un sistema di welfare che attualmente lascia indietro i figli e i nonni di questa terra.