×

ispezioni

Blitz contro il lavoro nero ad Agrigento e provincia: raffica di sospensioni e maximulte in hotel e cantieri

Attività bloccate per il superamento della soglia del 10% di irregolari e per gravi carenze di sicurezza

26 Maggio 2026, 13:13

13:20

Blitz contro il lavoro nero ad Agrigento e provincia: raffica di sospensioni e maximulte in hotel e cantieri

Un'offensiva a tappeto contro il lavoro sommerso e la carenza di sicurezza nei luoghi di lavoro ha scosso la provincia di Agrigento. Nel corso di una settimana di intense ispezioni, gli uomini del contingente dell' Ispettorato nazionale del lavoro (Inl) in Sicilia hanno passato al setaccio diverse aziende del territorio, portando alla luce uno scenario di diffusa irregolarità che ha colpito settori chiave dell'economia locale: dal turismo all'edilizia, passando per il commercio e la panificazione.

Il bilancio complessivo delle attività ispettive fotografa una realtà allarmante, fatta di dipendenti fantasma, telecamere spia installate senza autorizzazione e gravi violazioni delle norme a tutela della salute dei lavoratori. Il risultato dell'operazione si traduce in una pioggia di maxisanzioni, sanzioni amministrative per decine di migliaia di euro e la sospensione immediata dell'attività per quasi tutte le imprese controllate.

Alberghi e cantieri: l'ombra del lavoro nero

Nel settore alberghiero, fiore all'occhiello del turismo agrigentino, i controlli hanno riguardato due strutture ricettive. In entrambe è scattata la sospensione immediata della licenza imprenditoriale per aver superato la soglia critica del 10% di personale non regolarizzato: nel primo hotel è stato scoperto un lavoratore in nero su quattro, nel secondo due su sei. Oltre alla sanzione di 2.500 euro a struttura per il blocco dell'attività, i titolari dovranno rispondere di omessa formazione e mancata sorveglianza sanitaria, con ammende che superano i 5.000 euro, a cui si aggiungeranno maxisanzioni per il lavoro nero fino a 7.800 euro.

Ancora più drastica la situazione riscontrata nei due cantieri edili ispezionati: in entrambi i casi, la metà della forza lavoro presente (un operaio su due) era completamente sconosciuta al Fisco. Oltre ai provvedimenti di sospensione, gli ispettori hanno rilevato pesanti carenze strutturali di sicurezza, come una banchina totalmente priva di parapetto, elevando sanzioni per oltre 3.500 euro.

Panifici e negozi: scattano i sigilli e i sequestri dei sistemi video

Il monitoraggio non ha risparmiato la filiera alimentare e il commercio al dettaglio. Su tre panifici controllati, uno è stato immediatamente chiuso per la presenza di un lavoratore in nero su cinque. Negli altri due sono emerse violazioni formali e sostanziali gravissime: totale assenza del Documento di valutazione dei rischi (Dvr) e mancata costituzione del Servizio di prevenzione e protezione. In tutti e tre gli esercizi, inoltre, i datori di lavoro avevano installato impianti di videosorveglianza illegittimi per controllare a distanza i dipendenti. Le sanzioni complessive per il comparto hanno superato i 15.000 euro.

Scenario speculare nel settore del commercio, dove sono state controllate due aziende. Per la prima la sospensione è scattata a causa delle gravi carenze sulla sicurezza (mancanza di Dvr), mentre nella seconda è stato individuato un unico lavoratore presente, ovviamente in nero. Entrambe le attività sono state bloccate, con sanzioni da 5.500 euro ciascuna e ulteriori ammende che superano i 14.000 euro, anche qui aggravate dalla presenza di telecamere abusive.

L'operazione dell'Inl conferma la linea dura dello Stato in Sicilia contro lo sfruttamento della manodopera e il mancato rispetto delle tutele minime di sicurezza, un fronte caldo che nella provincia di Agrigento resta di massima priorità istituzionale.