operazione dei carabinieri
Blitz in un'azienda agricola di Raffadali: telecamere abusive per spiare i lavoratori
Denunciato l'amministratore della struttura. I braccianti, regolarmente assunti ma privi dei corsi obbligatori sulla sicurezza alimentare, erano controllati a distanza senza alcuna autorizzazione
I braccianti agricoli erano impiegati nei campi e lavoravano i prodotti appena raccolti senza avere preso parte agli obbligatori corsi di formazione per il trattamento degli alimenti. E senza le previste autorizzazioni era stato installato un sistema di videosorveglianza, verosimilmente, per “tenere d’occhio” i dipendenti.
È il risultato del blitz effettuato in una azienda agricola, in territorio di Raffadali, per prevenire e reprimere i fenomeni del caporalato, dello sfruttamento del lavoro e di quello sommerso. Uno dei proprietari è stato denunciato.
Ad entrare in azione sono stati i carabinieri della Stazione di Raffadali e i loro colleghi della Tenenza di Favara e del Nucleo Ispettorato del Lavoro del Comando provinciale di Agrigento.
Gli specialisti dell’Arma, hanno atteso le prime luci dell'alba per accedere nel capannone e nei terreni dell’attività commerciale impegnata nella produzione e distribuzione all'ingrosso nel mercato siciliano di prodotti della campagna.
Trovati all'opera lavoratori stranieri e italiani tutti regolarmente assunti.
A conclusione del controllo un cinquantenne raffadalese, amministratore dell’azienda, è stato denunciato, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento, per la mancanza di corsi di formazione del personale dipendente e per la presenza di impianti di videosorveglianza privi della prevista autorizzazione.
Gli apparati di controllo a distanza o di video-ripresa possono essere installati soltanto per motivate ragioni che devono essere verificate dagli organi competenti.
Sono state contestate inoltre sanzioni amministrative per un importo complessivo di 2.300 euro.