Libro nero dell'azzardo 2026
L'azzardo online divora la Sicilia: ad Agrigento fumati oltre 108 milioni di euro in un anno
I dati ufficiali dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli rivelano cifre shock: nell'Agrigentino la raccolta online corre più che altrove, trasformando il gioco digitale in un drenaggio costante di risorse per le famiglie
In un contesto dove l’economia italiana stenta, l’azzardo si conferma un paradosso sociale ed economico, raggiungendo nel 2025 la cifra record di 165,34 miliardi di euro, pari al 7,3% del PIL nazionale. I dati emergono dall’edizione 2026 del Libro Nero dell'Azzardo, curato dalla Fondazione Isscon in collaborazione con Federconsumatori e Cgil, basato su elaborazioni di dati forniti dall’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli (ADM) tramite accesso civico.
La Sicilia si posiziona come uno dei motori pulsanti di questo fenomeno, specialmente per quanto riguarda il gioco online. Con una giocata media pro capite di 2.472 euro (calcolata su ogni residente, neonati inclusi), la regione è seconda solo alla Campania per intensità di raccolta da remoto.
All’interno di questo scenario, la provincia di Agrigento manifesta numeri preoccupanti: nel 2025, la giocata pro capite online per la fascia d’età 18-74 anni è stata di 2.685,11 euro, collocando il comune capoluogo al 33° posto tra i capoluoghi italiani per intensità di puntate.
Per quanto riguarda il solo comune di Agrigento, la raccolta complessiva dell'azzardo online ha raggiunto i 108.349.365,65 euro. Di questa somma, 102.492.813,81 euro sono tornati ai giocatori sotto forma di vincite, mentre la spesa effettiva (ovvero le perdite dei cittadini) è stata di 5.856.551,84 euro.
In termini percentuali, le vincite rappresentano il 94,6% della raccolta, a fronte di una perdita del 5,4%. L'analisi della distribuzione territoriale mostra che il comune di Agrigento genera il 14,0% della raccolta totale della provincia, nonostante vi risieda il 13,7% della popolazione provinciale di riferimento e con una giocata media della cittá capoluogo leggermente più alta del resto del territorio. Si tratta di valori che collocano la realtà agrigentina al di sopra della media nazionale per quanto riguarda l'incidenza del gioco da remoto.
Il rapporto, inoltre, evidenzia come l’espansione del gioco, specialmente quello digitale, non sia solo una questione finanziaria ma una vera "tassa sulla povertà" che sottrae risorse vitali alle famiglie in un periodo di contrazione dei salari reali. Il costo sociale è altissimo: il sovraindebitamento, l'usura e lo sfaldamento dei legami familiari sono le dirette conseguenze di un sistema che vede i cittadini come "perdenti" certi e le imprese concessionarie come unici vincitori, con utili cresciuti del 165% in cinque anni.
Inoltre, il report sottolinea una correlazione inquietante tra l'elevata raccolta online e la presenza di criminalità organizzata in molte aree del Sud, suggerendo che le piattaforme da remoto possano fungere da strumenti per il riciclaggio di capitali illeciti.