la sentenza
Falsificò la domanda per il reddito di cittadinanza: condanna definitiva per un 54enne di Canicattì
L'uomo aveva nascosto al fisco l'eredità immobiliare ricevuta dopo la morte della madre per non perdere il sussidio economico. Le indagini della Guardia di finanza hanno svelato la truffa
Ha ottenuto indebitamente il reddito di cittadinanza attestando il falso alla domanda sui requisiti per accedere al beneficio economico, poi soppresso dal governo Meloni.
Un cinquantaquattrenne di Canicattì, D.C., è stato condannato, pena sospesa, a 1 anno di reclusione, in quanto ritenuto colpevole di due episodi di false dichiarazioni o omesse informazioni dovute.
La condanna diventa definitiva con la pronuncia della Cassazione, che ha confermato la sentenza della Corte di appello di Palermo, in parziale riforma della decisione resa dal Gup del Tribunale di Agrigento.
La vicenda ruota attorno ad un’indagine della Guardia di finanza della Tenenza di Canicattì, su una serie di accertamenti svolti a carico di beneficiari.
Il canicattinese – secondo l’accusa – alle domande presentate l'11 marzo 2019 e il 16 ottobre 2020, finalizzate al percepimento del reddito di cittadinanza, «ha consapevolmente omesso di riportare l'effettivo importo del reddito riferibile al suo nucleo familiare, venendo in rilievo un'informazione importante ai fini del conseguimento del beneficio economico. In particolare ha omesso di dichiarare i beni immobiliari acquistati per la successione della madre».
Gli investigatori hanno accertato la presenza di documentazione fasulla attestante una situazione non veritiera. Il cinquantaquattrenne all’epoca dei fatti, venne iscritto sul registro degli indagati e successivamente processato.
Il verdetto della Corte Suprema chiude la vicenda giudiziaria, con il rigetto del ricorso e la definitiva condanna dell’imputato.