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l'inchiesta

Minacce di morte al sindaco Vincenzo Corbo: Digos e Polizia postale stringono il cerchio

Negli uffici della Questura di Agrigento sono state sentite diverse persone informate sui fatti

05 Giugno 2026, 11:51

12:01

vincenzo corbo

Digos e Polizia postale al lavoro, sotto il coordinamento della Procura di Agrigento - per fare luce su una serie di minacce e di pesanti insulti ricevuti di presenza, ma anche via web, dal sindaco di Canicattì Vincenzo Corbo.

In questi giorni, alcune persone sono state sentite in Questura come informate sui fatti, quindi come potenziali testimoni su quanto accaduto.

Era stato lo stesso Corbo a denunciare quello che stava accadendo in una città “avvelenata” da una pesante mancanza di acqua potabile aggravata anche dallo stop dei titolari di autobotti che avevano incrociato le braccia per protestare contro il gestore del servizio idrico in provincia e soprattutto per le nuove regole che erano state introdotte nel settore.

Era lo scorso mese di febbraio quando a Canicattì era stata organizzata anche una manifestazione di protesta da parte dei cittadini e allo stesso tempo le cronache dei media locali e nazionali ogni giorno raccontavano della grave crisi idrica che quotidianamente interessava la città di Canicattì.

In quell’occasione il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo aveva deciso di potenziare la vigilanza al sindaco Corbo mentre da allora è stato disposto che un agente della polizia municipale lo accompagni quando ad esempio deve recarsi fuori città per prendere parte ad incontri istituzionali e riunioni che interessano la città di Canicattì.

Minacce nei confronti di Vincenzo Corbo che non sono cessate nemmeno nelle scorse settimane quando il capo dell’amministrazione comunale stava prendendo parte ad una manifestazione religiosa con una persona che gli si sarebbe avvicinata profferendo nei suo confronti frasi parecchio pesanti e sempre legate a questioni che riguardano il sistema dell’approvvigionamento idrico nella città di Canicattì.

Sempre Corbo lo scorso anno aveva ricevuto una lettera intimidatoria con minacce di morte e dove si invitava il sindaco a dimettersi immediatamente dall’incarico.