controlli a tappeto
Lavoro nero tra Caltabellotta e Menfi: scoperti braccianti irregolari, due denunciati
L'operazione del Nucleo ispettorato del lavoro porta alla luce gravi violazioni sulla sicurezza. Sanzioni e ammende per quindicimila euro a carico di due imprenditori agricoli
Tolleranza zero contro lo sfruttamento del lavoro nel comprensorio saccense. Scovati tre braccianti agricoli irregolarmente assunti utilizzati nelle campagne, e accertate anche numerose violazioni in materia di sicurezza.
Nel mirino dei carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro del Comando provinciale di Agrigento e dei militari del nucleo operativo del gruppo tutela del lavoro di Palermo, sono finiti un’azienda agricola di Caltabellotta e un fondo a Menfi il cui proprietario utilizzava manodopera stagionale.
I carabinieri, alle prime luci dell'alba, si sono appostati e hanno eseguito gli accessi ispettivi. Trovati all'opera lavoratori stranieri e italiani.
All’esito degli accertamenti è stata verificata la presenza complessiva di dieci lavoratori, tre dei quali irregolarmente assunti e c'è il sospetto di retribuzione inferiore ai minimi salariali.
Ma sono state accertate anche altre violazioni di carattere amministrativo e penale.
A finire nei guai un ottantenne di Caltabellotta, titolare dell’azienda agricola e un sessantenne di Menfi proprietario e datore di lavoro in agricoltura.
Entrambi sono stati denunciati alla Procura della Repubblica competente perché ritenuti responsabili di non avere nominato il responsabile del servizio di prevenzione e protezione; non avere nominato il medico competente; omessa redazione Dvr (Documento di valutazione rischi) e non avere designato addetti gestione emergenze antincendio e primo soccorso.
Sono state irrogate, a loro carico, ammende e sanzioni amministrative per complessivi 15.000 euro.
Per operare adesso dovranno mettersi in regola: pagare le maxi multe e le imposte evase e sanare le posizioni lavorative.