carenza di camici bianchi
Ospedale di Licata, la Pediatria è a rischio chiusura: l'Asp ingaggia un'agenzia interinale per salvare il reparto
Il primario Giuseppe Gramaglia denuncia il pericolo di interruzione di pubblico servizio. Mancano dodici medici in pianta organica tra Agrigento, Canicattì e i presidi della provincia
Mancanza di medici, la Pediatria del San Giacomo d’Altopasso di Licata rischia la interruzione di pubblico servizio. Così l’Asp fa ricorso all’agenzia interinale per acquistare le prestazioni lavorative. Un reparto, dunque, dove la carenza di medici mina la continuità assistenziale.
A segnalarlo è Giuseppe Gramaglia, primario di Pediatria del San Giovanni di Dio al quale fanno capo anche le Pediatrie degli ospedali di Licata e Canicattì, che il 13 maggio scorso scrive alla direzione generale dell’Asp sottolineando come «la mancata presentazione in servizio di due medici a contratto libero professionale, configuri una potenziale interruzione di pubblico servizio, determinando gravi criticità organizzative in Pediatria a Licata, con conseguente necessità di copertura dei turni da parte del personale in servizio».
Situazione — e non è la prima volta — nella quale è lo stesso Gramaglia a effettuare 12 ore consecutive di guardia attiva pur di garantire l’assistenza ai piccoli pazienti. Qualche giorno dopo, Gramaglia torna a scrivere all’Asp «in considerazione della grave e persistente carenza di medici» e chiede «una celere conclusione della procedura di affidamento per l’esternalizzazione dei servizi di Pediatria e del Punto nascite dell’ospedale licatese per garantire la continuità assistenziale».
Gramaglia fa anche il punto sui medici in servizio nei tre reparti di Agrigento, Licata e Canicattì: dei 29 medici tra pediatri e neonatologi previsti in pianta organica, ne sono presenti solo 17 (con un ammanco di 12 camici bianchi); la Pediatria del San Giacomo d’Altopasso «consta di 6 pediatri e 3 neonatologi e in atto non vi è alcun medico interno».
C’è di più. A garantire i turni h24 nel reparto licatese è lo stesso primario. Gramaglia, infatti, ha assicurato tutte le reperibilità notturne e alcune diurne, senza usufruire di ferie e riposi. «Collaborano al mantenimento dei turni – scrive Gramaglia – 7 pediatri di Agrigento, 6 di Canicattì e 1 di Licata rinunciando a riposi e ferie». Medici per i quali il primario chiede «una vita normale senza stress psicofisico da mobilità d’urgenza».
A questo punto, dopo il grido d’allarme documentato lanciato da Giuseppe Gramaglia e con una situazione divenuta oramai insostenibile che rischia l’interruzione del servizio, l’Asp imprime una accelerazione alle procedure avviate nell’aprile scorso e affida alla società interinale Global Medical Division l’erogazione di servizi medici della Pediatria e del Punto nascite al San Giacomo d’Altopasso.