codice rosso
Violenza di genere ad Agrigento: aperta la Sala Iside
Inaugurato lo spazio protetto nella Squadra Mobile della Questura per l'accoglienza di donne e minori vulnerabili
«Questo spazio è dedicato a quelle che sono tutte le vittime di reati particolarmente importanti e sensibili». Emozionato e soddisfatto il questore Tommaso Palumbo dopo l’inaugurazione della “Sala Iside”, collocata negli uffici della Squadra Mobile della Questura di Agrigento, pronta all’ascolto e all’accoglienza delle persone che si rivolgono alla Polizia di Stato in condizioni di particolare fragilità.
«E’ la stanza per i codici rossi e le vittime di violenza, donne e minori – continua il questore Palumbo -. Non soltanto perseguire coloro i quali hanno commesso un determinato reato ma anche dare l’opportunità attraverso l’ascolto e la possibilità di apertura della vittima capire quale è il percorso di protezione più adatto per affrontare quella determinata situazione».
L’iniziativa nasce dalla proficua collaborazione tra la Questura di Agrigento, il Lions Club Agrigento Chiaramonte, il Telefono Aiuto Associazione Aps Luce – Centro Antiviolenza, che hanno contribuito alla realizzazione di un ambiente pensato per garantire riservatezza, serenità e sostegno a coloro che affrontano situazioni di disagio, violenza o vulnerabilità.
La "Sala Iside" rappresenta un importante strumento a supporto dell’attività istituzionale della Polizia di Stato,. Nel periodo che va dal primo gennaio del 2025 ai primi di maggio dell’anno in corso sono circa 420 i “codici rossi” in città e nel resto della provincia; 65 invece i divieti di “avvicinamento” firmati dal questore. E poi: oltre 600 le denunce per maltrattamenti (raccolte in ambito provinciale da carabinieri e polizia), 120 per atti persecutori.
«Cresce la consapevolezza nelle donne che è necessario denunciare – aggiunge il questore Palumbo -. La presa di coscienza di riconoscersi vittime di qualcosa di ingiusto è in aumento ed è per questo motivo che registriamo più denunce. Sicuramente una emersione di tanto tanto oscuro che prima rimaneva sopito tra le quattro mura domestiche».
Lo saletta è stata concepita per favorire e instaurare un rapporto di fiducia con chi trova il coraggio di denunciare o chiedere aiuto. «Un nuovo tassello che si aggiunge ad un percorso già collaudato con tutte le forze in campo, la provincia di Agrigento da dimostrazione ancora una volta che è molto sensibile al fenomeno della violenza di genere – ricorda il prefetto Salvatore Caccamo -. Ricordo anche il protocollo firmato in Prefettura che ha visto coinvolte tutte le componenti del territorio istituzionali e società civile».