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l'appello

Il grido d'aiuto di Lampedusa alla Camera dei deputati: dalla sanità ai trasporti, chieste tutele per le isole minori

Il sindaco Mannino: "La nostra marginalità geografica trasforma problemi ordinari in criticità enormi"

11 Giugno 2026, 16:02

16:10

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La marginalità geografica che si trasforma in una condanna economica e sociale, amplificando a dismisura problemi che sulla terraferma sarebbero considerati ordinaria amministrazione. È un quadro denso di criticità ma anche di proposte concrete quello che il sindaco di Lampedusa e Linosa, Filippo Mannino, ha portato a Roma, nel cuore delle istituzioni, durante la sua formale audizione davanti alla commissione parlamentare Insularità della Camera dei deputati. Un intervento che tocca da vicino gli equilibri della provincia di Agrigento, chiamata a gestire la complessa realtà delle sue isole Pelage.

Il primo cittadino ha analizzato i punti deboli di un territorio strutturalmente isolato, partendo dall'emergenza più drammatica che affligge la sanità agrigentina e insulare: la cronica carenza di camici bianchi e personale ospedaliero. Per invertire la rotta e fermare la fuga dei professionisti, impossibilitati a fare i pendolari, Mannino ha tracciato una linea d'intervento precisa.

«Per affrontare la cronica carenza di medici, personale sanitario e operatori servono specifiche misure incentivanti e premiali, l’attivazione di foresterie e un piano strutturale di telemedicina. Anche per i dipendenti comunali serve un sistema che dia priorità ai residenti di poter lavorare sulle isole per superare le difficoltà di reclutamento».

Il dossier presentato alla Camera spazia poi sulla pesante crisi energetica che grava sulle marinerie locali. Il costo della vita e della produzione a Lampedusa è fortemente influenzato dall'incidenza dei trasporti marittimi. Un dato su tutti fotografa l'ingiustizia subìta dai lavoratori del mare: i pescatori pelagici pagano il carburante circa 25 centesimi in più al litro rispetto ai colleghi dei porti della terraferma siciliana. Da qui la richiesta urgente al governo di un piano straordinario di defiscalizzazione su gas e carburanti, unita alla creazione di una zona franca extradoganale per bloccare lo spopolamento costante dei giovani.

Un capitolo a parte, immancabile e doloroso, è stato riservato alla gestione dei flussi migratori. Il sindaco ha chiesto che lo Stato non lasci solo il Comune di Lampedusa a farsi carico degli oneri legati all'accoglienza, pretendendo un sostegno finanziario strutturale e continuo. Risorse destinate a coprire non le emergenze, ma i costi permanenti che gravano sul bilancio municipale, come lo smaltimento delle imbarcazioni abbandonate, i trasferimenti dall'hotspot e persino i costi legati alla fornitura delle bare e dei servizi cimiteriali per le salme dei migranti.

Infine, per garantire una reale autonomia finanziaria all'ente locale senza gravare sulle tasche dei residenti, l'amministrazione ha sollecitato la possibilità di aumentare il contributo di sbarco per i turisti fino a un massimo di 10 euro. Una misura vitale per proteggere il delicato ecosistema locale e consentire alle Pelage di continuare a essere il fiore all'occhiello del turismo della provincia di Agrigento.