l'augurio e l'auspicio
Elezioni nell'Agrigentino, il messaggio dell'arcivescovo Damiano ai nuovi sindaci: "Lavoriamo insieme per questa terra"
"Esercitare il mandato con la sapienza dei saggi e la passione dei martiri". Il vescovo invoca la benedizione sul lavoro deli amministratori e richiama i valori del servizio pubblico
All’indomani della chiusura delle urne e della definizione dei nuovi assetti amministrativi che guideranno diversi comuni della provincia, la Chiesa agrigentina fa sentire la propria voce istituzionale attraverso un caloroso messaggio di saluto e di augurio. L'arcivescovo di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano, ha voluto rivolgere una lettera ufficiale a tutti i sindaci neoeletti del territorio diocesano, tracciando le linee guida per una proficua collaborazione e invocando la benedizione divina sui nuovi mandati amministrativi.
Nel testo, caratterizzato da un profondo spessore etico e spirituale, il presule esprime le sue più sentite felicitazioni ai primi cittadini per il successo elettorale ottenuto, ricordando al contempo la gravità e l'onore della responsabilità pubblica che la cittadinanza ha voluto affidare loro. Un compito alto, che secondo l'arcivescovo richiede doti morali e umane fuori dal comune per essere portato avanti con successo.
"Le auguro di esercitarlo con la sapienza e la prudenza dei saggi, la sagacia e la lungimiranza dei profeti, la passione e il coraggio dei martiri", dice l'arcivescovo di Agrigento.
Il cuore della missiva risiede nella forte spinta verso il dialogo istituzionale. Monsignor Damiano mette infatti da parte ogni sterile divisione ideologica e, pur ribadendo la necessaria autonomia delle parti nel rispetto delle reciproche competenze, auspica la nascita di un’intesa leale e di una fruttuosa collaborazione tra le neonate amministrazioni comunali e la comunità ecclesiale locale. Una sinergia ritenuta vitale per il bene collettivo e costituita, ciascuna per la sua parte, in favore della terra agrigentina, dei suoi storici abitanti e di quanti, fuggendo da contesti difficili, vi approdano chiedendo ospitalità.
La lettera si conclude con una preghiera corale rivolta al "Dio della vita" affinché conceda al territorio giorni beati e prosperi. L'arcivescovo accomuna se stesso e i sindaci sotto l'unica grande categoria del servizio al prossimo, chiedendo che non manchi mai l’assistenza dello Spirito Santo per garantire a tutti i rappresentanti delle istituzioni civili e religiose il discernimento, la forza, la perseveranza e la consolazione necessarie ad affrontare le sfide amministrative del futuro.