corte dei miracoli
Scandalo Cefpas, l'ex manager dell'Asp di Agrigento si difende per "scampare" i domiciliari
Giuseppe Capodieci, accusato di corruzione, ha risposto al gip di Caltanisetta. Martedì tocca a Riccardo Gallo (che però potrebbe non rispondere)
Il caldo torrido di metà giugno nel cuore dell’isola, la tensione per un interrogatorio che segna il futuro tra richieste dei pm e difesa per evitare che la casa non diventi il luogo in cui trascorrere obbligatoriamente il tempo. Così Giuseppe Capodieci, manager dell’Asp di Agrigento, con i suoi difensori ha scelto la strada della risposta. «Si è sottoposto all’interrogatorio – hanno affermato i suoi legali, Antonino e Vincenza Gaziano - e ha risposto a tutte le domande che gli sono state rivolte sia dal giudice che da parte dei pm titolari dell’indagine. Ha fornito tutte le delucidazioni del caso e ha effettuato una produzione documentale con la precisa volontà di chiarire che l’azione rispetto alla contestazione è stata sempre assolutamente «legale e legittima». Da qui la richiesta che non venga emessa nessuna misura per assoluta carenza di esigenze cautelari sussistenti allo stato e quindi chiesto il rigetto della richiesta del pubblico ministero. Per l’ex manager due ore davanti al gip Santi Bologna per dimostrare che non c’è stato alcun accordo corruttivo con il deputato agrigentino Riccardo Gallo Afflitto, né con Roberto Sanfilippo il già manager del Cefpas di Caltanissetta. E ieri è stato il giorno degli interrogatori anche per Vincenzo Raitano, 67 anni, funzionario regionale in pensione che ha reso dichiarazioni spontanee mentre Maria Luisa Zoda, funzionaria del Cefpas, ha deciso di non rispondere.
Martedì invece sarà il giorno degli interrogatori di Roberto Sanfilippo, Riccardo Gallo Afflitto (che potrebbe decidere di non rispondere) e poi ancora di Gioacchino Gioacchino Pontillo. Per questi tre la procura ha chiesto il carcere. Saranno interrogati anche il medico in pensione Salvatore Enrico Giambelluca e l’imprenditore di Aragona Pietro Tirone che «non ha mai promesso a Gallo Afflitto e a Sanfilippo - ha detto il suo difensore Giuseppe Dacquì - alcuna assunzione di operai e nemmeno alcun incarico a professionisti esterni. Nel momento in cui c’è stata questa richiesta, il clima tra il Cefpas e la Sice, la società di cui Tirone è titolare, era altamente conflittuale e lo possiamo dimostrare attraverso prove documentali, corrispondenza tra il Cefpas e la Sice e prove dichiarative».