la battaglia dell'acqua
Crisi idrica nell'Agrigentino, agricoltori in rivolta: chiesti altri 16 milioni alla Regione per azzerare i canoni
Il pressing delle organizzazioni professionali all'Ars per sgravare i produttori rimasti senza irrigazione. Domani pomeriggio scatta la mobilitazione a Santa Margherita Belice
La battaglia degli agricoltori agrigentini per irrigare e la lotta dei dipendenti del consorzio per ottenere gli stipendi arretrati sono combattute su più fronti. Ad Agrigento giovedì in Prefettura, domani pomeriggio nel concentramento agricolo che si terrà a Santa Margherita Belice e nei giorni scorsi l’incontro a Palermo alla Regione Siciliana delle organizzazioni professionali per trovare uno sbocco alla situazione idrica in agricoltura. Presso la terza commissione Attività Produttive dell’Ars, su richiesta di Andrea Puleo, responsabile tecnico dell’Associazione Italiana Coltivatori, sono stati affrontati i problemi ancora irrisolti del settore relativamente ai costi dei canoni irrigui, ai finanziamenti regionali e alla distribuzione dell’acqua nel comprensorio Gorgo-Verdura-Magazzolo
Presenti all’incontro il capo di gabinetto dell’assessorato all’Agricoltura Marco Mascellino, del presidente della commissione Gaspare Vitrano, dei deputati regionali Dario Safina e Luigi Sunzeri, è stato chiesta l’ulteriore assegnazione dal bilancio della Regione di altri 16 milioni di euro, dopo i 10 già concessi, per affrontare in Sicilia il pagamento del canone per la siccità 2025 allo scopo di sgravare i produttori agricoli che non hanno irrigato e che, tuttavia, dovranno ancora pagare una minima parte del canone irriguo 2024.
Per i terreni sottesi, il pagamento è confermato a 75 euro ad ettaro, mentre sono state confermate le urgenti riparazioni effettuate dal consorzio di bonifica Ag 3 sull’adduttore di Gammauta e della diga Castello di Bivona per fare viaggiare l’acqua nelle reti di distribuzione. È stato denunciato che da anni non vengono puliti gli alvei dei fiumi e i canali e che per le traverse la competenza è della struttura consortile. La Regione Siciliana dovrebbe aumentare i contributi per i consorzi di bonifica perché le somme assegnate annualmente non sono sufficienti nemmeno per pagare i dipendenti da mesi senza stipendio.