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la protesta

Crisi idrica, esplode la rabbia degli agricoltori: contestati i politici e il commissario del Consorzio di bonifica

Tensione a Santa Margherita Belice: nel mirino dei produttori il governo regionale per i ritardi sull'irrigazione

14 Giugno 2026, 11:16

11:20

Crisi idrica, esplode la rabbia degli agricoltori: contestati i politici e il commissario del Consorzio di bonifica

Dito puntato sulla politica ieri pomeriggio in piazza Matteotti, davanti al Palazzo Filangeri di Cutrò, nel concentramento interprovinciale del mondo agricolo, rappresentato da sindaci, amministratori comunali, agricoltori, forze sindacali e operatori del settore, provenienti anche da Siracusa, Trapani, Caltanissetta, Avola per discutere della crisi agricola (grano, vino, olio, irrigazione) che ha già investito decine di migliaia di aziende agricole dell’Isola. Sotto accusa la politica per quello che non ha fatto e per quanto avrebbe potuto fare. Di parlamentari ce n’erano due: Margherita La Rocca Ruvolo e Carmelo Pace, sindaci rispettivamente di Montevago e di Ribera. Per fortuna, erano presenti tanti sindaci, di Menfi, Partanna, Salaparuta, Montevago, Partinico.

Forse c’erano meno agricoltori di quanti se ne prevedevano nelle intenzioni dell’amministrazione comunale margheritese che ha promosso l’assemblea. Coltivatori ed esperti del settore hanno lanciato una serie di accuse contro il governo regionale e i suoi rappresentati. Hanno risposto solo Ruvolo, che si è sentita offesa dalle invettive, e Pace che ha chiesto di programmare un incontro con due-tre punti all’ordine del giorno. La protesta degli agricoltori è stata più pesante nei confronti del commissario del consorzio di bonifica Ag 3 Giarraputo che è stato costretto, dopo avere iniziato a parlare, a lasciare il palco. Avevano aperto i lavori il sindaco Viola, l’agronomo Gaspare La Marca e il funzionario della Regione Antonio Parrinello. Poi sono arrivati i variegati interventi di una buona ventina di relatori che hanno sottolineato che per l’agricoltura è un punto di non ritorno per la crisi del settore sui prezzi dei prodotti agricoli, per le difficoltà di irrigazione e i ritardi nonostante le dighe siano piene.