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L'abbraccio di Lampedusa a Lina: la tartaruga simbolo dell'Italian Turtle Day è tornata in mare al tramonto

Salvata a ottobre in condizioni disperate, la Caretta caretta ha ripreso il mare grazie a una straordinaria rete di soccorso

15 Giugno 2026, 12:40

L'abbraccio di Lampedusa a Lina: la tartaruga simbolo dell'Italian Turtle Day è tornata in mare al tramonto

Il sole che si tuffa nel Mediterraneo, la linea dell'orizzonte e poi quel guizzo vitale che profuma di libertà. Al tramonto di Lampedusa si è consumato il momento più emozionante e simbolico dell'Italian Turtle Day: la liberazione di Lina, una splendida tartaruga Caretta caretta restituita al suo habitat naturale dopo un lunghissimo e delicato percorso di cure.

L'isola della Pelagie è diventata così il fulcro di un grande messaggio nazionale di tutela della biodiversità promosso da Plastic Free Onlus. In contemporanea con altre cinque località italiane – da Genova a Stintino, passando per Viareggio, Pescara e Castro – ben nove esemplari di tartaruga marina sono tornati a nuotare nello stesso istante. Ma è qui, a Lampedusa, terra di frontiera e di accoglienza anche per la fauna marina, che la commozione ha toccato il culmine, trasformando un atto di salvataggio in un potente richiamo alla responsabilità collettiva.

La storia di Lina è il manifesto silenzioso delle minacce che oggi soffocano i nostri mari. Recuperata lo scorso ottobre in condizioni disperate grazie al tempestivo intervento della Capitaneria di Porto, la tartaruga ha lottato tra la vita e la morte. A strapparla a un destino tragico è stata una straordinaria rete di protezione che ha unito l’eccellenza del Lampedusa Turtle Rescue, l’instancabile dedizione dei volontari dell’Unità Soccorso di Lampedusa, la stessa Capitaneria e gli attivisti di Plastic Free.

Ogni tartaruga che torna in mare è una vittoria, ma anche un promemoria: dobbiamo ridurre alla radice ciò che le porta nei centri di recupero”, ha dichiarato Rosapia Reale, vicepresidente di Plastic Free Onlus.

Le statistiche dicono che ogni anno nel Mediterraneo muoiono decine di migliaia di tartarughe a causa delle attività umane: plastica ingerita (spesso frammenti di palloncini lasciati volare in cielo), lenze, ami, reti fantasma e traumi da imbarcazione. Animali che hanno resistito a 280 milioni di anni di evoluzione oggi rischiano l'estinzione per la nostra superficialità.

Durante l'evento, biologi e veterinari hanno dialogato con cittadini e turisti per spiegare che l'azione straordinaria dei centri di recupero, da sola, non può bastare. Dal 2019 a oggi, Plastic Free ha contribuito a salvare oltre 300 tartarughe e protetto la nascita di quasi 11mila piccoli. Ma la vera sfida si gioca sulla prevenzione e sulla cultura: evitare la plastica monouso, rispettare il mare e sostenere chi lo tutela.

Mentre Lina prendeva il largo nelle acque cristalline dell'isola, il suo viaggio è diventato il simbolo di un riscatto possibile. Lampedusa, ancora una volta, si conferma non solo un paradiso naturale, ma la capitale mondiale della protezione dei giganti gentili del Mediterraneo.