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violato il codice rosso

Violenza in famiglia ed estorsione, braccialetto elettronico inutile: arrestato a Racalmuto

Grazie alle indagini serrate e al monitoraggio costante dei carabinieri d'intesa con i magistrati inquirenti, il Gip ha disposto la custodia cautelare in carcere per un cittadino straniero, a tutela dell'ex coniuge

16 Giugno 2026, 10:53

11:00

Violenza in famiglia ed estorsione, braccialetto elettronico inutile: arrestato a Racalmuto

Aveva già il divieto di avvicinamento e il braccialetto elettronico alla caviglia, ma le misure cautelari non sono bastate a frenare la sua condotta. Per questo motivo, un cittadino straniero, già noto alle Forze dell'Ordine, è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Racalmuto e trasferito in carcere.

L’operazione scaturisce dall'aggravamento di un provvedimento emesso dall’Autorità Giudiziaria, nell'ambito di un procedimento penale che vede l'uomo indagato per reati pesantissimi: maltrattamenti in famiglia ed estorsione.

L'indagine era scattata a seguito della coraggiosa denuncia presentata dall’ex moglie dell'indagato. La donna aveva raccontato ai militari dell'Arma mesi di presunti abusi, violenze domestiche e continue, pressanti richieste estorsive di denaro. Attivando immediatamente le tutele previste dal cosiddetto "Codice Rosso", i Carabinieri avevano raccolto i primi indizi, portando il giudice ad applicare l'allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla vittima con monitoraggio elettronico.

Tuttavia, gli sviluppi successivi del caso hanno spinto la Procura della Repubblica a chiedere una misura più restrittiva. Valutati i nuovi riscontri dei militari, il G.I.P. del Tribunale di Agrigento ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, ritenendo l'aggravamento l'unico strumento idoneo a garantire la sicurezza della donna.

I Carabinieri hanno rintracciato l'uomo e, dopo le formalità di rito in caserma, lo hanno tradotto presso la Casa Circondariale di Agrigento.