penitenziaria
Carcere di Agrigento, in arrivo altri 248 posti per detenuti ma c'è il caso della carenza di agenti
Il sindacato di polizia Sappe denuncia il pesante sotto organico: "Mancano decine di poliziotti maschi"
Un massiccio piano di investimenti edilizi per ampliare la struttura, che rischia però di trasformarsi in un boomerang esplosivo se non accompagnato da un immediato piano di assunzioni. La casa circondariale di Agrigento si appresta a cambiare volto attraverso un'importante opera di rinnovamento dei fabbricati detentivi che, entro la fine del 2026, porterà all'aumento della capacità ricettiva del penitenziario di ben 248 nuovi posti. Una notizia apparentemente positiva per il sovraffollamento cronico delle carceri, che ha però spinto il sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe) a lanciare un durissimo grido d'allarme.
A fare il punto sulla delicata situazione è il segretario generale del Sappe, Donato Capece, che definisce «del tutto impensabile» l'ipotesi di accogliere un numero così elevato di nuovi reclusi senza un preventivo potenziamento dei baschi azzurri in servizio nel reparto. La struttura agrigentina, infatti, si trova già in una condizione di palese sofferenza: a fronte di una capienza regolamentare fissata a 283 posti, il carcere ospita attualmente circa 300 detenuti.
La vera criticità risiede tuttavia nei numeri del personale in servizio, drammaticamente sotto organico. «Rispetto alla pianta organica prevista nel 2024, mancano 18 unità in totale», spiega Capece, evidenziando come questo dato statistico nasconda in realtà una situazione maschile ben più grave a causa di un surplus di personale femminile. «Il personale maschile mancante è di ben 38 unità in totale, che salgono a 41 se consideriamo solo il ruolo degli agenti e degli assistenti».
Le carenze non risparmiano nemmeno i servizi esterni e operativi della struttura. Nel nucleo Traduzioni e Piantonamenti – il comparto che si occupa di scortare i detenuti nei tribunali o negli ospedali – lo scarto tra gli agenti previsti sulla carta e quelli effettivamente presenti in corsia si attesta intorno a un preoccupante 40%. Per il Sappe, il piano di ampliamento edilizio non può prescindere da una parallela e urgente integrazione degli organici per garantire la sicurezza del personale e dei cittadini.