la cattura
Licata, tradito dal marsupio con la pistola clandestina: arrestato diciannovenne dopo giorni di fuga
I carabinieri lo hanno rintracciato dopo giorni di ricerche e trasferito nel carcere di Agrigento
La sua fuga è durata poco meno di una settimana, ma alla fine la rete tesa dagli investigatori si è chiusa. Un diciannovenne di Licata è stato arrestato dai carabinieri della locale compagnia in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento. Il giovane, che adesso si trova rinchiuso nel carcere di contrada Petrusa con le pesanti accuse di detenzione abusiva di arma clandestina e ricettazione, era riuscito a far perdere le proprie tracce dopo un rocambolesco inseguimento a piedi.
I fatti risalgono alla scorsa settimana. Il ragazzo stava camminando per le vie del centro quando si è imbattuto, all'improvviso, in una pattuglia dei militari dell'Arma impegnata in un normale servizio di controllo del territorio. Alla vista dei lampeggianti, colto dal panico e consapevole di ciò che nascondeva, il diciannovenne ha tentato il tutto per tutto: ha gettato a terra il marsupio che teneva a tracolla ed è scattato in una fuga fulminea tra i vicoli, riuscendo momentaneamente a rendersi irreperibile.
Quando i carabinieri hanno aperto il borsello abbandonato sull'asfalto, hanno compreso immediatamente i motivi di tanta fretta. All'interno vi era una vera e propria arma da guerra pronta all'uso: una pistola semiautomatica calibro 7,65 di fabbricazione belga, con la matricola accuratamente abrasa per impedirne il tracciamento, e ben due caricatori completamente riforniti di proiettili.
Le indagini, scattate a tamburo battente, hanno permesso in breve tempo di dare un nome e un volto al fuggitivo. Nonostante i giorni trascorsi in clandestinità, il diciannovenne è stato infine localizzato e bloccato. Il giovane ha nominato come difensore di fiducia l'avvocato Gaspare Lombardo e nelle prossime ore comparirà davanti al gip per l'interrogatorio di garanzia, durante il quale dovrà spiegare a cosa servisse quell'arma clandestina e chi gliel'abbia fornita.